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Ritenuta pazza ma aveva un tumore: De Lorenzo e i familiari della donna chiedono giustizia

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Chiedono giustizia i familiari della sannita Vincenza Bernando, la 60enne che lotta contro un cancro al seno e che ha denunciato un presunto caso di malasanità nel capoluogo beneventano. Per questa ragione chiedono l’intervento della Procura della Repubblica affinché prenda a cuore il caso, visto il poco tempo ancora a disposizione anche a causa dell’avanzare della malattia. Ai vertici del “Rummo”, invece, la richiesta delle dimissioni per la gestione della triste vicenda. A supportare i familiari il medico Giuseppe De Lorenzo, chiamato in causa nella storia dopo che alla sfortunata paziente – sofferente per i lancinanti dolori alla colonna vertebrale – le era stato addirittura consigliato di sottoporsi a visita psichiatrica. E’ stato proprio il noto professionista ad escludere un problema di salute mentale ed a prescriverle una risonanza lo scorso 25 luglio dalla quale è emerso per la prima volta il cancro.

De Lorenzo ripercorre tutte le tappe della dolorosissima storia, un calvario iniziato un anno e mezzo prima, nel gennaio 2016, quando la 60enne si era sottoposta a controlli attraverso una mammografia. Lo psichiatra chiama in causa anche l’altro ospedale, il Fatebenefratelli, dove erano stati effettuati gli esami e dove non avevano rilevato il problema ma solo un addensamento ghiandolare non patologico da controllare a distanza di sei mesi.

Dopo la terribile scoperta, l’ennesimo capitolo in ospedale: i familiari si sono recati al “Rummo” dall’ortopedico che le aveva prescritto le infiltrazioni, facendogli notare il grave errore di valutazione. Da qui la richiesta di ricovero prima in un centro specializzato per tumori alle ossa a Bologna, poi nel reparto di Oncologia del nosocomio di via Pacevecchia. Con le speranze ridotte al lumicino e la massa tumorale ormai cresciuta e ben presente a causa dei ritardi e degli errori.

E mentre l’azienda ospedaliera ribadisce la solidarietà e la vicinanza alla donna, sottolineando però di essere intervenuta solo alla fine di un percorso, svoltosi al di fuori dell’ospedale, senza che la patologia, per quanto sicuramente da tempo in atto, fosse stata evidenziata, il dottore De Lorenzo punta il dito contro il management, reo di non aver difeso la salute della donna.

Le dichiarazioni nel servizio video

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