POLITICA
Altrabenevento e Travaglio, la riflessione del Pd con Di Gioia e De Lorenzo

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“La lettura della lettera aperta di Altrabenevento rivolta al giornalista Marco Travaglio e la relativa risposta del giornalista meritano una riflessione. É corretto che nell’ambito di una manifestazione culturale, organizzata da una Pubblica Amministrazione ed interamente sovvenzionata dalla Regione Campania, si svolga uno spettacolo dai così forti connotati politici ed elettorali? Pur riconoscendo a Marco Travaglio, giornalista della carta stampata, capacità comunicative tali da renderlo ormai anche un uomo di palcoscenico e tv, resta il fatto che “Perchè NO – tutte le bugie del Referenzum” rivesta più i connotati di una tribuna politica che quelli di uno spettacolo teatrale”. Così in una nota Giuseppe Di Gioia e Giovanni De Lorenzo, rispettivamente responsabile dipartimento cultura del PD e segretario cittadino del Partito Democratico.
“Ci si chiede, quindi, se sia opportuno che un’Amministrazione, peraltro apertamente schierata sulla posizione del NO, utilizzi una kermesse culturale propria della città (Benevento Città Spettacolo), organizzata da un ente pubblico e finanziata con fondi regionali e quindi pubblici, per fare campagna referendaria.
Questa precisazione – aggiungono – non é puramente formale, ma sostanziale. Non siamo di fronte alla festa di un partito o di un movimento politico, bensì ad una rassegna che della città porta il nome e che dovrebbe puntare i riflettori sulla città stessa. Una Pubblica Amministrazione deve essere imparziale e non può organizzare un evento incentrato su un tema così rilevante per tutta la cittadinanza e così divisivo fra gli stessi schieramenti politici favorendo solo un’opinione, la propria, e senza garantire il contraddittorio.
Lungi dal voler imbavagliare o censurare un giornalista, si pone oggettivamente un problema di opportunità politica.
E proprio prendendo spunto da quanto ha scritto Travaglio (“I comuni non sono proprietà dei sindaci ma dei cittadini”), – continuano nella nota – sarebbe più giusto spostare lo spettacolo dal fortissimo connotato politico ad altra data e con altre modalità (come suggerito da Altrabenevento) oppure prevedere in ogni caso un intervento di pari risonanza mediatica, ma di opinione favorevole al SI, come già proposto dall’On. Giovanni Zarro e dal prof. Filippo Bencardino, esponenti del Comitato per il SI. E Ciò proprio per rispettare innanzitutto i cittadini.
Resterebbe – concludono Di Gioia e De Lorenzo – l’estraneità della materia rispetto alla circostanza ed alla manifestazione culturale, ma almeno sarebbe salva la par condicio”.