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Provincia di Benevento

Presentato il libro “Lettera a Hitler – Storia di Armin Wegner, combattente solitario contro i genocidi del Novecento”

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Stamani nella Sala Consiliare della Rocca dei Rettori di Benevento, è stato presentato il libro del giornalista, storico e saggista Gabriele Nissim dal titolo “Lettera a Hitler – Storia di Armin Wegner, combattente solitario contro i genocidi del Novecento” (edito da Mondadori).

L’iniziativa, patrocinata dalla Fondazione Gariwo di Milano, dal Rotary Club e dal Circolo Manfredi di Benevento, con il contributo morale dell’Università del Sannio, del Comune, della Provincia e di Benevento, ha avuto come protagonista in Sala delegazione del Liceo Scientifico “Rummo” di Benevento accompagnata dal prof. Gaetano Panella. Per i ragazzi si è trattato della degna conclusione di una impegnativa due giorni all’insegna della ricerca del “Giusto”, cioè di colui o colei che, anche a prezzo di pesanti sacrifici personali, si batte per impedire genocidi o comunque delitti nei confronti dell’Umanità. Questa ricerca, a livello globale, costituisce peraltro la “mission” della Fondazione Gariwo.

Per iniziativa della rappresentante in Campania di questa Fondazione, la giornalista Enza Nunziato, i ragazzi del “Rummo” hanno, dunque, proposto di inserire tra i nuovi “Giusti”, l’ambasciatore d’Italia Emilio Barbarani, console in Cile ai tempi del golpe del Generale Pinochet, che salvò molti oppositori dalle persecuzioni dei militari.

Ieri gli studenti del Liceo Scientifico sono stati ricevuti alla Farnesina dal Segretario Generale del Ministero degli Affari esteri, S.E. L’Ambasciatore Michele Valensise, cui hanno illustrato con la presenza della stessa Nunziato, la candidatura del Barbarani. Oggi, presso la Rocca dei Rettori, hanno invece discusso del libro di Nissim, che peraltro è presidente della Fondazione Gariwo.

Introducendo i lavori nella Sala Consiliare della Provincia, la Nunziato ha detto che Nissim nel suo libro ha tracciato la figura straordinaria di idealista e di combattente per i diritti umani, il tedesco Armin Theophil Wegner, che, quale ufficiale medico, assistette in Turchia, durante la Prima Guerra Mondiale, al genocidio degli Armeni e volle non solo fotografare quegli orrori, ma denunciarli al Presidente degli Stati Uniti d’America nel corso della Conferenza di Pace di Parigi.

La medesima denuncia di crimini contro l’Umanità fu firmata dal Wegner alcuni anni più tardi in una lettera indirizzata al capo del suo Governo, cioè Adolf Hitler in occasione delle prime persecuzioni nei confronti degli ebrei.

Intervenendo nel dibattito il prof. Felice Casucci dell’Università del Sannio ha detto che il libro di Wegner tratta dell’Umanesimo, nel senso più profondo del termine: chi si batte per l’Umanità contro le dittature, non è però un eroe senza macchia e senza paura – ha avvertito il docente; è invece un uomo normalissimo, con tutti i suoi difetti, ma che sente il dovere di fare qualcosa per non cancellare la qualità migliore che è rinchiusa in ciascuno di noi, quella di rispettare gli altri esseri umani.

Il concetto è stato quindi ripreso dal Nissim il quale ha spiegato che il dittatore o ad esempio il terrorista dell’Isis agisce con totale disprezzo degli altri paradossalmente per affermare quella che lui ritiene essere una Umanità migliore: per Hitler la razza ariana su tutte le altre, per gli integralisti islamici la religione musulmana. Per fare questo egli deve dimostrare di anteporre anche alle più elementari norme di rispetto dell’altro la dimostrazione di saper e voler fare qualunque cosa, per quanto disumana possa essere: da qui gli sgozzamenti e tutto l’orrido repertorio di atrocità cui assistiamo con troppa frequenza sui media.

Al termine della presentazione del libro i ragazzi hanno rivolto domande ai relatori.

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