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Sindacati

Mensa, Altrabenevento: “Il Capitolato non consente qualità e non tutela lavoratori”. Nel mirino sindacati e genitori

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“Il Capitolato di Appalto per il servizio di mensa scolastica che il dirigente del settore Servizi al Cittadino, Giuseppe Moschella, dopo la diffida di Altrabenevento, ha fatto pubblicare sul sito del Comune per consentire osservazioni in soli due giorni, non garantisce la effettiva qualità del servizio, non tutela i posti di lavoro e produrrà contenziosi ed ulteriori disastri”. A denunciarlo in una nota alla stampa è il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona.

“Si prevede, ad esempio, – evidenzia Corona – che la ditta aggiudicataria del servizio, per il primo anno utilizzi un proprio centro di cottura e serva i pasti in vaschette di plastica. Dal secondo anno, invece, la ditta deve farsi carico della spesa per allestire un centro di cottura del Comune a Contrada Capodimonte che poi rimarrà di proprietà dell’Ente. Non è però indicata la spesa presunta e quindi, come faranno le ditte interessate a presentare offerte? E’ evidente, inoltre che tale obbligo presuppone una “offerta migliorativa” e quindi per la gara non vale il sistema del “massimo ribasso” rispetto al costo del solo pasto.

L’art. 1 del Capitolato pubblicato, prevede che il centro di cottura deve essere ubicato entro i 45 minuti dalle scuole. Quindi 45 minuti prima della consegna, i pasti devono essere già invaschettati, ma, ai sensi del successivo art. 12, la vaschetta può essere portata ai bambini delle elementari, tra le ore 12 e le 13. Quindi considerati i tempi per preparare le vaschette e consegnale, il pasto può rimanere chiuso nella vaschetta di plastica anche per due o tre ore prima che il bambino lo mangi. Peggio dello scorso anno.

Che ne dicono i rappresentanti dei genitori nella Commissione Mensa? Oltre che segnalare il nome della nutrizionista che ha preparato menù e schede magnifiche, sulle quali torneremo domani, – si chiede nella nota – hanno espresso altre valutazioni sul Capitolato? La necessità che il Comune si doti di un proprio centro di cottura per non “dipendere” dalle ditte che in zona ne posseggono uno, è stata sostenuta da Altrabenevento, perché quei rappresentanti dei genitori non lo avevano proposto?

Il prezzo di 5 euro per ogni pasto, è proporzionato alla qualità prevista dalla nutrizionista? Chi ha fatto questa valutazione, la Commissione Mensa è stata coinvolta? Va bene il sistema del “massimo ribasso” considerato che la ditta deve anche spendere diverse centinaia di miglia di euro per attrezzare il centro di cottura del Comune? Un costo troppo basto non potrebbe compromettere la qualità prevista dalla nutrizionista? Se poi, in ossequio al principio della trasparenza quei genitori decidessero di pubblicare i verbali della Commissione, potrebbero di certo contribuire a fare chiarezza, dimostrando di avere a cuore anch’essi la trasparenza e la cittadinanza attiva!

Il numero dei pasti previsti per ogni giorno, secondo Moschella, deve essere di 1.250 compreso quelli per i docenti, ed egli sostiene di aver concordato questa cifra con la CGIL e la UGL (il sindacalista “fuoriuscito” dalla Uil dopo lo scandaloso intervento alla Conferenza stampa di Altrabenevento del 16 dicembre) a tutela dei livelli occupazionali. Ma la spesa prevista al netto degli oneri per la sicurezza, di 3.047.871 euro (senza alcuna delibera della Giunta Comunale), considerati 160 giorni di mensa all’anno (senza sabato e festivi) consente 1.270 pasti al giorno, a 5 euro, prezzo intero, senza ribasso. Quindi ben oltre quelli “concessi” alla CGIL.

Aggiunge, però, il dirigente-comandante che il Capitolato prevede anche la possibilità di aumentare o diminuire del 40% i pasti che pertanto potrebbero lievitare fino a 1.750 (1.250 + 40% pari a 500) che in tal modo supererebbe i 1.600 previsti dal Capitolato per il periodo gennaio 2013/maggio 2015.

Dimentica, però, il comandante – continua il presidente di Altrabenevento – che il Capitolato precedente prevedeva 1.600 pasti con la possibilità di aumento del 30% (480) quindi fino a 2.080 pasti. E’ evidente che si prevede una riduzione del servizio e quindi, legittimamente la ditta aggiudicataria potrebbe licenziare una parte dei dipendenti che finora hanno garantito il servizio. Per questo la CUB, la CISL e la UIL hanno insistito affinché siano previsti 1.600 pasti, come nell’ultimo Capitolato, ma Moschella non vuole intendere e preferisce trattative separate solo con alcuni sindacati, come ha fatto con alcuni genitori.

E’ evidente – conclude Corona – che Moschella e il sindaco possono continuare con il gioco delle parti e le trattative “parziali” perché anche qualche sindacalista e qualche rappresentante dei genitori, preferisce dimostrare di avere voce in capitolo o magari garantire l’incarico all’amica nutrizionista, piuttosto che contribuire alla trasparenza e alla partecipazione collettiva alle decisioni su questioni così delicate”.

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