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Associazioni

Nasce a Benevento l’associazione di cultura politica “Nuove Energie per il Territorio”

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Con l’intento di approfondire e discutere temi legati alla valorizzazione del sistema Sannio, nasce l’associazione di cultura politica NExT (Nuove Energie x il Territorio) che, concependo il futuro del Meridione d’Italia e delle sue «aree interne» solo nell’ambito della costruzione europea, aderisce alla fondazione “Mezzogiorno Europa” ed è aperta a collaborazioni e partnership con soggetti e organizzazioni aventi finalità e scopi analoghi.

NExT, luogo di contaminazione di ideelaiche, democratiche e innovatrici, e non di organizzazione correntizia, intende partecipare al dibattito politico per offrire spunti di riflessione e di approfondimento, e per stimolare l’impegno diretto, responsabile e consapevole di una nuova generazione che ha voglia di mettersi in gioco e necessità di pensare al «dopo».

Questo il documento sottoscritto dai promotori:

“La più grave crisi economica dagli anni del dopoguerra impone un cambio di mentalità: si fa infatti strada la consapevolezza che poco o niente sarà uguale a prima, e che gli enormi problemi da affrontare sollecitano un salto di qualità nell’analisi e nella proposta.

Istituzioni, politica, parti sociali, rappresentanze, imprese, cittadini: ciascuno deve rinunciare a rendite di posizione, e contribuire –con competenza, merito, responsabilità, assunzione di rischio–aripensare il futurosu solide e nuove basi, perchédi questo si tratta.
È un lavoro non breve e non semplice, che richiede lungimiranza e spessore culturale e, come sempre, ne richiede in dosi maggiori a chi opera e sceglie per il Sud.

Negli ultimi anni il Mezzogiorno ha vissuto una spirale di arretramento economico che va oltre la congiuntura.Problemi annosi ed irrisolti – disoccupazione, scarsa natalità, dispersione scolastica, illegalità diffusa, esodo migratorio – lo rendono assai vulnerabile, maggiormente esposto ai colpi della crisi.

Eppure il Mezzogiorno, per la sua naturale proiezione verso i Paesi del bacino del mediterraneo,è una terra ricca di potenzialità inespresse, e il suo sviluppo resta un fattore determinante per quello del resto d’Italia.

Occorre allora muovere da un rinnovato e convinto protagonismo delle regioni meridionali, ben ancorato nella visione di un’Europa più solidale, in cui gli egoismi delle aree forti e le ragioni dei poteri finanziari cedano il passo ad un progetto di equa distribuzione delle opportunità di benessere.

Sarà in questo senso molto importante la qualità della nuova programmazione europea 2014-2020, con l’auspicio di non ripetere gli errori del passato, allorquando risorse ingenti sono state disperse senza incidere sulle cause strutturali dell’arretratezza economica del Sud.

In questo scenario il Sannio, tra criticità e immobilismo, rimane un territorio pieno di energie e originalità dalle quali partire per riprogrammare il futuro. Non v’è dubbio che il tessuto sociale ed economico della nostra Provincia sia stato messo a durissima prova in questi anni di recessione economica: il commercio, l’industria delle costruzioni , i giovani professionisti accusano le maggiore difficoltà, con pesanti riflessi sui livelli occupazionali e di produzione del reddito.

È netta l’inversione di tendenza rispetto allo scorso decennio, durante il quale l’economia sannita, per certi versi a sorpresa, si segnalò nel panorama regionale per il suo trend di crescita. Tuttavia la cosa peggiore che possa capitare è fermarsi e non reagire, osservare i fenomeni e non proporre soluzioni: l’acuirsi delle distanze con le politiche della Regione Campania, sempre più distratta nei riguardi delle aree interne, in uno al più che probabile superamento della Provincia di Benevento, rendono attualissima la questione del «coordinamento», su scala territoriale, della programmazione , dei progetti attuativi e delle risorse strategichedisponibili.

È preoccupante che la capacità di risposta del sistema locale si sia allentata proprio quando ce ne sarebbe stato maggiore bisogno per coordinare i livelli e le competenze della Pubblica Amministrazione, nonché le istanze dei soggetti privati, delle imprese e dei portatori di interessi diffusi, intorno ad obiettivi di sviluppo incentrati su alcuni «temi chiave»:

– tutelare l’identità e l’unità culturale del Sannio e, al contempo, definirne il ruolo nella programmazione di area vasta;
– potenziare le reti di connessione, sia di tipo immateriale che infrastrutturale, scongiurando l’isolamento e ottimizzando le ricadute del progetto di alta capacità lungo l’asse Napoli-Bari;
– consolidare la funzione di Unisanniocome polo di alta formazione e ricerca fortemente integrato nelle azioni di sviluppo economico-imprenditoriale;
– avviare il graduale rinnovamento del nostro apparato produttivo, favorendo la sua riconversione dai settori maturi aquelli ad alto valore aggiunto, investendo sulle start-up innovative, migliorando l’efficienza dei servizi alle imprese;
– valorizzare e sviluppare, attraverso una gestione integrata, i nostri borghi, le risorse agroalimentari, ambientali, storico,culturali, artigianali e turistiche, per fare del Sannio un unico brandterritoriale dell’alta qualità, facilmente riconoscibile.

Se tutto ciò significa puntare decisamente a valorizzare il «capitale territoriale», è evidente che anche la Pubblica Amministrazione, in una logica di rinnovamento virtuoso, deve fare la sua parte, facilitando e supportando, con competenza ed agilità, l’investimento sia pubblico che privato;sburocratizzando le procedureche scoraggiano l’iniziativa privata; assumendo come priorità lapromozione di servizi collettivi efficienti e di vantaggio per tutti gli operatori economici, piuttosto che l’attività di intermediazione di risorse e incentivi a beneficio di singoli.

Bisogna, quindi, invertire l’approccio in tema di ruolo delle istituzioni pubbliche, rompendo il circolo dell’assistenzialismo per dare spazio ad efficienza, concorrenza, qualità, merito, trasparenza.

Per vincere ogni singola sfida occorre quindi scegliere di innovare, seguendo vie originali e accettando i rischi che si corrono ogni qual volta si abbraccia un nuovo schema di pensiero con il suo carico di incognite ma anche di opportunità.

I comportamenti innovativi non riguardano solo iprocessi scientifici, tecnologici ed economici. Riguardano l’insieme dei modi di pensare e dei valori che caratterizzano ed identificano uno specifico contesto territoriale, e, soprattutto, lo rendono aperto al confronto tra individui,all’affermazione della parità di genere,allo scambio e alla circolazione di saperi ed esperienze, alla incubazione continua di nuove soluzioni e idee”.

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