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Scuola

Scuola: lettera aperta dei lavoratori ex Consorzi Rifiuti agli studenti in lotta

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Riceviamo la lettera aperta inviata dai lavoratori ex Consorzi Rifiuti agli studenti impegnati in questi giorni nelle proteste contro il ministro Profumo e la sua riforma dell’istruzione. La missiva è firmata dal portavoce dei lavoratori Piero Mancini.

“Cari studenti,
in un momento delicato della vostra crescita e maturazione sociale, contrastata con una violenza fisica e “ culturale “ inaccettabile da chi sente minacciato il proprio potere, voglio esprimervi il mio sostegno, e quello di un gran numero di dipendenti dei consorzi che, insieme a me, stanno lottando da ben 27 mesi contro chi ci vuole estromettere, per sempre, dal mondo del lavoro.

Siamo solidali con la vostra giustissima lotta. Siete i nostri figli migliori. I più colti, i più preparati, i più sensibili, i più dotati di capacità critiche. I più coscienti e consapevoli che terminati gli studi, sempre più costosi, non vi inserirete, come dovrebbe essere giusto, in un mondo del lavoro decente. Vi attendono sacrifici enormi. Sotto-salario, lavoro nero, precarietà, sfruttamento.

Intimidazioni e ricatti, di ogni tipo, per chi riuscirà a trovarlo uno straccio di lavoro, proprio come li state subendo oggi nella scuola. Essa non è un luogo neutro, separato dal resto della società, o meglio del sistema. Anzi di questo è un fondamentale segmento dove viene esercitato un potere persuasivo e pervasivo, tramite la formazione culturale e l’educazione alle regole funzionali al perpetuarsi di un potere sempre più corrotto. Di ciò siete già coscienti.

Bisogna lottare per cambiare un sistema sempre più repressivo che anche nelle scuole esercita il potere intimidatorio dei soprusi e dei ricatti. Comportamenti inaccettabili che sono inseriti in un disegno globale reazionario che si dispiega in ogni settore della nostra società. Perfino la libertà di stampa, un fondamentale pilastro della democrazia, è sotto attacco.

Vengono cancellati i diritti acquisiti in tutti i settori della produzione delle merci, del trasporto e della distribuzione. Tutti i comparti lavorativi sono stravolti, i licenziamenti sono diventati la normalità. Siamo in presenza di una rozza e violenta ristrutturazione dell’intera società. Velocemente si ritorna indietro agli anni più bui della nostra storia. Un veloce impoverimento economico contagia milioni di famiglie. I vostri genitori non sanno più come fare per difendere un minimo decoro umano e sociale.

A molti di voi, per motivi economici, verrà anche negato il diritto a frequentare le Università sempre più costose ed escludenti. Tutto ciò genera disperazione e disgregazione sociale.

La terribile crisi economica globale che nel secolo scorso portò prima alla nascita del fascismo e del nazismo e poi alla grande mattanza della seconda guerra mondiale, a confronto con quella attuale è stata di minore gravità. Per questo le vostre giovani vite saranno costrette a misurarsi, ben presto, con problemi terribili che il signor Tibaldi, e tutta la sua fortunata generazione, non ha vissuto.

Tibaldi negli agi della smisurata sicurezza economica vive in un mondo parallelo e per questo non capisce e non è cosciente dei problemi reali di milioni di persone.

Anche la “ progressista e di sinistra” Norma Pedicini partecipa piccata, per il suo misero potere messo alla berlina, alla repressione funzionale al mantenimento del sistema della corruzione diffusa, sporgendo denuncia.

Chiedo pubblicamente al segretario del settore scuola della CGIL, Vincenzo Delli Veneri, di prendere posizione su tutta la vicenda e sui comportamenti incivili e intimidatori posti in essere, forse, anche da iscritti al suo sindacato.

E’ urgente fare chiarezza perché non è comprensibile e accettabile che mentre si partecipa allo sciopero e alla manifestazione nazionale a Roma, insieme agli studenti occupanti di tutte le scuole del Paese, si tace e si avallano comportamenti reazionari e antidemocratici di chi poi allo sciopera partecipa. Non sono più tempi per ambiguità e opportunismi di sorta. Studenti, non arrendetevi, né ora né mai.

Per restare vivi e dare un significato alla vostra vita dovete lottare sempre contro ogni ingiustizia e sopruso personale e collettivo. Troverete sempre solidarietà e qualcuno che resterà al vostro fianco. Solo unendo la vostra lotta con quella dei lavoratori si potrà resistere meglio e organizzarsi per costruire una società migliore per tutti”.

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