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Sindacati

Lo Slai Cobas protesta: “I Dirigenti comunali non vogliono pagare le Indennità di disagio”

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Alberto Zollo e Gabriele Corona, rappresentati dello Slai Cobas.

“Durante la riunione di ieri sera, 14 febbraio, tra la delegazione sindacale e la parte pubblica, come rappresentanti dello Slai Cobas nella Rsu, abbiamo decisamente protestato per il comportamento dei dirigenti comunali che hanno deciso, arbitrariamente, di non pagare le indennità di disagio per questo mese a tutti i dipendenti.
I Dirigenti sostengono che non possono più corrispondere le indennità per importi superiori ai 30 euro mensili, perché l’Aran lo ha vietato.
Le cose però non stanno così: l’Aran si è limitata ad esprimere un parere che non può rimettere in discussione il Contratto Nazionale di Lavoro che ancora prevede le Indennità di Disagio senza limite di importo.
Avevamo già precisato con una lettera inviata all’amministrazione il 12 gennaio scorso, e poi ribadito nella riunione del 19 gennaio che “fino alla sottoscrizione del nuovo contratto, vale quello attuale” e quindi le indennità di disagio devono essere pagate.

Il sindaco Fausto Pepe, in quella ultima riunione ci aveva assicurato che le attuali voci di salario accessorio sarebbero state pagate a tutti fino alla firma del nuovo Contratto, ma i Dirigenti hanno preparato le Determine per liquidare le Indennità di Responsabilità solo ai dipendenti di categoria D, escludendo quelle di Disagio per tutti gli altri dipendenti.
I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto i distratti e poi balbettato qualcosa, perché erano convinti che ieri sera avrebbero firmato il nuovo Contratto Integrativo Decentrato preparato con il loro avallo, dal Dirigente alle Finanze, al Personale, ecc. ecc, Andrea Lanzalone.
Si tratta di una Bozza di Contratto scandalosa perché prevede che tutte le indennità di Disagio siano ridotte a € 1,20 al giorno, pari ad un massimo di € 30 al mese; viene istituita una Indennità di Responsabilità di tre diversi importi che il Dirigente, a suo insindacabile giudizio, pagherà sulla base di incarichi di tre tipi che egli stesso assegnerà a piacimento.
Insomma se in passato abbiamo bocciato il sistema delle pagelline con le quali i dirigenti decidevano alla fine dell’anno a chi pagare “il premio” con criteri discriminatori, adesso ogni dirigente decide, prima, quali dipendenti di serie A meritano l’assegnazione degli incarichi più importanti (maggiore indennità), poi toccherà a quelli di serie B e quindi, alla fine, alla ciurma toccherà accontentarsi della rimanenza.
E questo vi sembra un sistema per incentivare la produttività oppure per creare altri scontri ed altri veleni a danno della funzionalità dei servizi?

Questa Bozza di contratto prevede, inoltre, misteriosi progetti che saranno definiti ogni anno per alcuni Settori con compensi attribuiti, sempre in modo arbitrario, da quei Dirigenti che ancora non spiegano come si sono incassati il loro premio incentivante contestato anche dal Segretario Generale.
Naturalmente è bastata qualche semplice osservazione dello Slai Cobas per far notare ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che quella bozza di contratto è contraddittoria e pericolosa e infatti, alla fine della riunione non piaceva più a nessuno, tranne a Lanzalone che è rimasto solo e desolato a difendere la proposta che fino ad un’ora prima era condivisa dagli altri Dirigenti di parte pubblica e dai sindacati confederali.

Adesso il sindaco dovrà convocare la Giunta per decidere con gli assessori se saranno pagate le indennità di disagio a fine di questo mese, mentre Lanzalone continuerà a fare incontri bi-tri-laterali con alcuni sindacalisti per decidere “riservatamente” la nuova bozza di contratto da proporre ufficialmente la prossima settimana alla restante delegazione sindacale.
E’ ora di svegliarsi! L’emergenza neve è finita e anche il letargo. Adesso, tutti i dipendenti devono tenere gli occhi aperti e far sentire le proprie ragioni!"
 

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