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CULTURA

Appuntamento con l’opera lirica del Conservatorio di Benevento

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Sabato 3 settembre, alle ore 20.00, presso il Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele” di Benevento, andrà in scena Il Barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Cesare Sterbini, tratto dalla commedia di P. – A. Beaumarchais.

Allievi ed ex-allievi delle classi di canto, sotto la regia di Emanuele di Muro, accompagnati dall’orchestra e dal coro del Conservatorio, diretti dal maestro concertatore Francesco Ivan Ciampa, si misureranno con l’opera forse più conosciuta del compositore pesarese.

Come già l’opera di Domenico Cimarosa “L’Italiana in Londra”, rappresentata lo scorso anno, il Barbiere di Rossini è il frutto del lavoro di un laboratorio lirico-sinfonico, messo in atto dai maestri Francesco Ivan Ciampa ed Emanuele di Muro, che da tre anni produce opere della tradizione italiana i cui protagonisti sono allievi ed ex-allievi dell’istituzione sannita. Ad interpretare i personaggi saranno: Il Conte d’Almaviva, Gianluca Bocchino; Bartolo, dottore in medicina, Luciano Matarazzo; Rosina, pupilla di Bartolo, Angela Giovio; Figaro, barbiere, Raffaele Raffio; Basilio, maestro di musica, Davide Giangregorio; Fiorello/Un Ufficiale, Anton Gryvniak; Berta, cameriera di Bartolo, Mina Troiano. Al cembalo Carla D’Onofrio; maestro del Coro Adriana Accardo; scene Brunella De Laurentis; realizzazione Alessandro Calabrese; costumi Sartoria Angelina De Rita; luci M.A.C. Service di Francesco Giordano e Alessandro Caso; collaboratori al Pianoforte Rossella Vendemia, Tommaso Lepore, Carla D’Onofrio; assistente alla regia Maya Martini, chitarrista in scena Lorenzo Marino.

Prima della rappresentazione rossiniana, il Barbiere era già stato messo in musica sei volte, ma nessuna versione aveva raggiunto la popolarità di quella di Paisiello della fine del settecento. Per non urtare gli ammiratori del compositore napoletano, Rossini decise di mandare in scena la sua opera con il titolo Almaviva o L’inutile precauzione. La prima rappresentazione, avvenuta a Roma il 20 febbraio del 1816, presso il Teatro Argentina, funestata da una serie impressionante di incidenti in scena e a causa della prevenzione di un pubblico conservatore, fu un clamoroso insuccesso. Già dalla seconda rappresentazione l’opera rossiniana si risollevò trionfalmente, divenendo nel giro di pochi mesi, il simbolo stesso dell’opera buffa e dello stile di Rossini.

L’allestimento prodotto dal Conservatorio di Benevento coniuga la vicenda di Figaro, ambientata nella Siviglia del XVIII secolo, con la guerra civile spagnola dei primi del novecento. L’azione teatrale si svolge il 20 agosto del 1936, giorno dell’annuncio della morte del poeta Federico Garcia Lorca, assassinato dalla guardia civile franchista. Se in Rossini è vivamente ritratta la realtà sociale dell’uomo scaturita dalla rivoluzione francese, attraverso personaggi che incarnano il nuovo spirito borghese che si sostituisce al vecchio mondo aristocratico, la messa in scena sannita, in un’atmosfera dalle sfumature picassiane, cerca di approfondire il lato meno comico del Barbiere, dando ampio respiro allo stato psicologico del personaggio di Rosina. La scelta stilista di questo allestimento si riflette inoltre sul ritorno alla prassi tipicamente ottocentesca di sostituire l’aria della lezione ("Contro un cor che accende amore") con altri pezzi celebri: sarà la romanza da camera Ninna Nanna di Siviglia del poeta Garcia Lorca che Rosina canterà nel secondo atto.

 

 

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