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CULTURA

“Servi della pena. Condannati a morte nella Roma imperiale”

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Mercoledì 1° giugno, alle ore 18.30, la Fondazione “Gerardino Romano”, sede sociale in piazzetta G. Romano, n. 15, Telese Terme (Benevento), ospiterà Aglaia McClintock e Maurizio Zanardi, filosofo ed editore di Cronopio, che presenterà il libro di Aglaia McClintock: “Servi della pena. Condannati a morte nella Roma imperiale” (Napoli, ESI, 2010). L’incontro sarà coordinato da Felice Casucci.

I condannati alle pene capitali sono designati nelle fonti giuridiche, a partire dalla seconda metà del II sec. d.C., come servi poenae, ‘schiavi della pena’. Tale denominazione collega in uno statuto giuridico unitario la multiforme varietà di modi in cui veniva declinata la condanna a morte nella Roma imperiale (condanna alla forca, ai giochi gladiatorii, alle belve, al lavoro forzato perpetuo nelle miniere, etc.). I servi della pena dal momento in cui era pronunciata la condanna, per tutto l’intervallo che li separava dalla morte, erano privati di ogni diritto, ma spesso in questo lasso di tempo lo stato si appropriava delle loro persone, sfruttandoli come forza lavoro nelle miniere o rendendo la loro morte oggetto di spettacolo.

Un noto filosofo contemporaneo ha scritto che il sempre più frequente incontro tra filosofia contemporanea e il diritto romano nasce da qualcosa «che attiene alla costituzione stessa di quella che fu chiamata civiltà cristiano-borghese in una forma che sembra sfuggire sia all’analisi storica sia quella antropologica – come un resto nascosto che si sottrae alla prospettiva dominante, ma che, proprio per questo, continua a ‘lavorare’ in maniera sotterranea nel sottosuolo del nostro tempo». Anche la servitù della pena appartiene a questo resto e come – tante altre istituzioni scomparse – continua a lavorare sul piano simbolico.

Il volume, ricchissimo di citazioni bibliografiche, si caratterizza per la sua multidisciplinare forza culturale, che interroga sulla contemporaneità tra passato e futuro.

***
Aglaia McClintock insegna «Istituzioni e storia del diritto romano» presso l’Università degli Studi del Sannio di Benevento. Fa parte della redazione della rivista Index. International Survey of Roman Law. Suoi temi di ricerca sono la condizione femminile e il diritto criminale.

Maurizio Zanardi è tra i fondatori di Cronopio per la quale ha curato i volumi Politica (1193); Le lingue di Napoli (1994); Aporie napoletane. Sei posizioni filosofiche (2006); La democrazia in Italia (2011). Tra i suoi ultimi saggi: Vita e concetto in AA.VV., Dopo Foucault. Genealogie del postmoderno (2007) e L’espansione della polizia in AA.VV., Sulla violenza (2009).

 

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