fbpx
Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

CULTURA

‘I neoplatonici’ di Luigi Settembrini

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

Stasera, alle 18.30, alla libreria Luidig, sita al corso Garibaldi di Benevento, palazzo Collenea, si discuterà del testo “I neoplatonici”, del patriota Luigi Settembrini (edizioni SenzaPrezzo, a cura di Vincenzo Palladino).

***

Benché il codice penale del regno borbonico non giudicasse reato l’amore tra uomini, il Settembrini volle sempre fugare ogni sospetto sui suoi interessi sessuali che gli potesse procurare l’attribuzione di paternità del romanzo I Neoplatonici.

Lo stratagemma della traduzione di uno scrittore greco ha retto per oltre cento anni. D’altra parte, Settembrini era un cospiratore professionista, capace di sfuggire ai controlli della polizia borbonica. In carcere inventava codici per comunicare tra i detenuti e con i parenti, aggirando ogni controllo carcerario. Nella cella del carcere di Santo Stefano gli giungevano notizie delle relazioni sulle condizioni del regno borbonico che Gladstone, che lui stesso si vantava di aver informato, inviava in tutta Europa.

Anche alla moglie nascose la verità, affermando che il romanzo che le aveva spedito, non era altro che una traduzione di un autore greco: «Cara e diletta Gigia mia, [..] Mi dirai tu: E come ti viene in capo di tradurre scrittore dove è qualche oscenità? Ecco qui, Gigia mia: le opere greche son piene di queste oscenità, quale più, quale meno: era il tempo, era la gente voluttuosa: e le più belle opere ne sono più piene. Anche noi altri italiani patiamo questo. Le opere del Boccaccio e del Firenzuola sono bellissime, eppure son lorde della medesima pece. Anche il rigido Machiavelli nelle sue commedie ne è infetto. Scrivendo io da me mi guarderei bene da queste sozzure: traducendo, non posso fare altrimenti».

Negli anni del carcere e della cospirazione il Settembrini aveva imparato, a sue spese (fu più volte tradito dai suoi amici), che non doveva fidarsi di nessuno.

Non si dichiarò mai l’autore del romanzo I Neoplatonici quando era suddito del regno borbonico, né tantomeno quando divenne suddito del Re Galantuomo, Vittorio Emanuele II, il cui codice penale condannava l’amore tra gli uomini.

Annuncio
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Correlati

redazione 3 settimane fa

“La Dolce Madre”, in uscita il libro di Cirocco che riporta alla luce il tragico incidente di 50 anni fa a Molinara

redazione 1 mese fa

A Palazzo Mosti la presentazione del libro “L’Alfabeto del sangue: chi ha ucciso Mara Calisti?”

redazione 5 mesi fa

Grande partecipazione alla presentazione del libro “I Casalbore di Pago Veiano” di Lucia Gangale

redazione 10 mesi fa

Riaperta l’indagine sull’omicidio nel 1978 di Fausto e Iaio: soddisfazione anche nel Sannio

Dall'autore

redazione 6 ore fa

Rottamazione quinques, a Montesarchio via libera all’iter per la definizione agevolata dei tributi

redazione 8 ore fa

Rione Pacevecchia, moto contro auto: in ospedale centauro 21enne

redazione 8 ore fa

UNPLI Benevento protagonista alla “Sagra di Qualità”: menzione speciale per “Il Sannio tra Sapori e Folklore”

Alberto Tranfa 8 ore fa

A Benevento Paolo Crepet demolisce l’Intelligenza Artificiale: “L’uso banale ci ha reso idioti”

Primo piano

redazione 8 ore fa

Rione Pacevecchia, moto contro auto: in ospedale centauro 21enne

Alberto Tranfa 8 ore fa

A Benevento Paolo Crepet demolisce l’Intelligenza Artificiale: “L’uso banale ci ha reso idioti”

redazione 9 ore fa

Al Triggio torna ‘La Passione vivente nella Benevento Romana’: appuntamento il 28 marzo

redazione 10 ore fa

AV-AC Napoli-Bari, attivata la nuova tratta Cancello-Frasso Telesino-Dugenta

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content