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Provincia di Benevento

Tessile: ‘Ha chiuso l’80% delle aziende, hanno perso il lavoro 1.100 persone’

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Ha chiuso l’80% delle Aziende; hanno perso il lavoro 1.100 persone.

Questa la fotografia della catastrofe del Distretto del tessile di San Marco dei Cavoti (e del Fortore) che ha costituito nei decenni dal 1970 al 2000 un “caso di studio” per economisti, studiosi e giornalisti di tutta Italia per la sua formidabile crescita esponenziale, partendo da zero, ed, infine, quasi scomparso del negli ultimi dieci anni, vittima della crisi congiunturale del comparto.

Tenendo conto che la popolazione residente nei 16 Comuni del comprensorio del Fortore, che ospitavano le 59 fabbriche del Distretto, non raggiunge le 50.000 unità, si comprende bene che la perdita di 1.100 posti di lavoro costituisca un dato assolutamente drammatico sotto ogni punto di vista.

Per richiamare la necessaria attenzione su questa situazione e per sconfiggere il silenzio, definito “clamoroso”, che circonda la vicenda, il presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile ha convocato una Conferenza Stampa nella Sala Consiliare alla Rocca dei Rettori, avendo peraltro promesso, lo scorso 3 marzo 2011, al termine di una riunione “aperta” del Consiglio Comunale di San Marco dei Cavoti, di svolgere ogni consentita azione di natura istituzionale per evidenziare lo stato di crisi del Distretto.

Al suo fianco il sindaco della cittadina, Francesco Cocca, Cimitile ha dichiarato ai giornalisti: “Non sono qui per fare annunci; ma piuttosto per fare da cassa di risonanza dell’allarme e del disagio che si vive a San Marco dei Cavoti e nel Fortore per la cancellazione del Distretto industriale del tessile. Io non voglio accusare alcuno; non voglio fare discorsi di appartenenza politica; ma, nel rispetto delle mie responsabilità istituzionali, voglio con forza e determinazione chiedere solidarietà e rispetto da parte della Regione Campania. Se c’è una zona territoriale che può essere legittimamente candidata ad ottenere le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo, questa è senz’altro il Fortore, area a grave ritardo di sviluppo e a rischio di desertificazione sociale. Propongo, pertanto, che si rompa la cappa di piombo di silenzio che grava su questa situazione, affinché tutte le forze politiche, i parlamentari nazionali ed europei, i consiglieri regionali si impegnino a riconoscere San Marco dei Cavoti come AREA di CRISI della Regione Campania e affinché il Distretto Industriale Manifatturiero di San Marco dei Cavoti sia oggetto di piani di sviluppo e rilancio, facendo tesoro degli errori commessi in passato”.

Per 30 anni le fabbriche di San Marco dei Cavoti (dove lavoravano 530 persone, oltre l’80% delle quali donne) e degli altri Comuni (a Pesco Sannita 143, a Pietrelcina 140, a San Bartolomeo in Galdo 100, etc.) sono andate avanti esclusivamente con commesse esterne, con l’autofinanziamento, con basso valore aggiunto di innovazione ed altri difetti strutturali: “In queste condizioni, ha spiegato Cimitile, la globalizzazione dei mercati e l’ingresso del tessile cinese ha tagliato le gambe a quello del Fortore. Per evitare che sparisca del tutto questa esperienza si può avviare un monitoraggio delle Imprese tuttora esistenti per capire se ci può essere un futuro per il tessile nel Fortore o, in subordine, puntare alla Riconversione produttiva verso i settori della “Green Economy”: -Agricoltura, -Turismo ed Agriturismo, -Energia, -Artigianato, -Ciclo dei Rifiuti”.

Il sindaco Cocca ha definito “drammatica” la situazione socio-economica del Fortore, ammonendo che non si può speculare sul fatto che la popolazione fortorina non è dedita a lamentazioni e piagnistei, conservando ancora dignità ed fierezza. Il consigliere provinciale Spartico Capocefalo ha denunciato un “presunto malaccorto utilizzo di risorse finanziarie pubbliche posto in essere – a suo dire –  dall’Autorità di gestione del Distretto e dalla stessa Provincia”. Egli ha chiesto quindi l’istituzione della Zona franca fiscale e di un Progetto per il lavoro.

Sono intervenuti poi i Segretari generali provinciali della CISL, Attilio Petrillo, e della UIL, Fioravante Bosco, nonché Luciano Valle in rappresentanza di quello della CGIL: pur con accenti diversi, e rimarcando le altre numerose vertenze del lavoro sul tappeto, ultima in ordine di tempo quella della CABLELETTRA, i sindacalisti hanno accolto la richiesta di un fronte comune di lotta a tutela del lavoro e dei destini stessi del Sannio.

Il consigliere capogruppo dell’opposizione in Consiglio comunale di San Marco dei Cavoti, Domenico Costanzo, ha chiesto maggiore coinvolgimento e maggiore sinergia tra tutte le forze politiche di buona volontà.

Aurelio Bettini, consigliere provinciale, ha contestato la proposta del Collega Capocefalo per quanto concerne la Zona Franca Fiscale, misura da tempo superata, ed ha criticato il sistema bancario locale che non avrebbe “supportato convenientemente la crescita del sistema produttivo locale. La conseguenza la si vede giorno per giorno non solo nell’area del Fortore, ma anche in quella dell’Alto Tammaro”.

Ha chiuso i lavori il presidente Cimitile, il quale nel rinnovare l’appello alle forze politiche ed istituzionali di ogni parte politica a favore del Distretto del tessile fortorino, ha ricordato, rispondendo a Capocefalo, che “la Provincia ha rispettato gli impegni presi per la realizzazione di una ‘tranche’ delle infrastrutture viarie nell’area di San Marco dei Cavoti ed ha contestato la difficoltà di attuazione delle misure individuate per sostenere l’imprenditoria locale del Fortore, una delle più importanti concause della crisi del comparto”.

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