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Università

Ingegneria informatica: due esami senza sbocchi…

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La nota che pubblichiamo riflette il testo di una una lettera aperta degli studenti di Ingegneria informatica dell’Università degli Studi del Sannio. In essa gli autori lanciano un appello ed esprimono il loro disagio per una situazione insostenibile che li danneggerebbe da due anni,

 

“Siamo stanchi – esordiscono – e chiediamo pubblicamente aiuto. Gli studenti di Ingegneria informatica da due anni vivono una situazione di imbarazzante ed umiliante blocco della propria carriera universitaria. 
Ci sono due insegnamenti che nell’ultimo biennio hanno registrato i seguenti risultati (da tener presente che ogni anno, partendo da gennaio, vengono effettuati sei appelli): 10 promossi su 11 appelli (con una presenza di circa 60 persone ad appello) per un esame e 7 promossi su 8 appelli per il secondo esame.

 

Essendo in una facoltà di ingegneria i numeri parlano chiaro: non riesce a superare l’esame NEMMENO UNA PERSONA ad appello!!!

 

Ciò che ci domandiamo tutti è che cosa stia succedendo. La verità è che vorremmo saperlo anche noi studenti. Quella che è stata messa sempre in discussione è la modalità d’esame, che consiste in una simulazione logica e in un quiz, entrambe da risolvere con il supporto di un calcolatore. Lo svolgimento dell’esame, anche se al computer, richiede certamente un supporto scritto per giungere ad un risultato e quindi un ragionamento logico che non si basa esclusivamente sul risultato indicato dal calcolatore, che fa premio per il superamento dell’esame stesso. Una mera valutazione meccanica dell’elaborato è più vicina ad una ricerca maniacale della perfezione, dove lo studente è visto al pari di un automa ed i risultati ai quali giunge devono essere più che perfetti. 

 

Abbiamo chiesto finanche aiuto alle alte cariche di Ateneo: prima dal Preside e poi dal Rettore, per poi concludere con una riunione in cui furono consegnati i nostri libretti universitari. 
Ma non c’è mai stata una reale risoluzione”.

 

Che potrebbe essere, concludiamo noi, in un concreto tentativo di mediazione fra una giustamente richiesta preparazione di tipo accademico ed una valutazione onesta e concreta della specificità “umana” e della qualità dello studente.

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