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POLITICA

Abolizione Provincia, Capocefalo: “Un colpo mortale per le aree interne”

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Dichiarazione del consigliere provinciale Spartico Capocefalo sulla soppressione della Provincia di Benevento: “C’è scarsa consapevolezza ed ancora più scarso impegno da parte della nostra deputazione politica sannita circa i devastanti effetti che si avranno sul territorio a seguito della annunciata soppressione della Provincia di Benevento, unica a pagare il fio in tutta la Campania della voglia di risparmio di denaro pubblico.

Lo smembramento del territorio, storicamente individuato nel 1860, si tradurrà in un colpo mortale per i territori deboli delle aree interne. Purtroppo, se a sostenere questa tesi è un Consigliere provinciale, la reazione immediata in chi ascolta è la seguente: “questo pensa solo alla sua poltrona”; ma il problema è di ben più ampia portata, tanto più che non si capisce quanto effettivamente lo Stato possa risparmiare cancellando il Sannio.La riforma che viene proposta dal Governo Monti è di grande miopia e di cortissimo respiro.

Si vogliono riformare le Istituzioni locali senza avere alcuna cognizione di causa circa le reali storture del sistema istituzionale di questo Paese e, di conseguenza, si rinuncia a quello che è il vero punto di svolta dell’Italia: cioè il riconoscimento dei poteri di autogoverno del territorio. Con questo provvedimento si continua a tenere in piedi quella che è la negazione stessa del principio costituzionalmente sancito secondo il quale le Regioni legiferano e gli enti locali sub-regionali amministrano. Fino ad oggi le Regioni hanno legiferato e pure amministrato (cosa che non avrebbero potuto fare secondo la Costituzione) creando sul territorio una serie di problemi di natura gestionale di non poco conto.

Parlo da ex sindaco di un piccolo Comune: io ero costretto ad amministrare i fondi pubblici sulla scorta delle decisioni assunte a tavolino in una ottica burocratica da qualche cervellone a Napoli e, di conseguenza, per esempio dovevo costruire asili nido, quando il mio Comune aveva bisogno di una Scuola Elementare. E non ero il solo a trovarmi in questa situazione: potrei citare tanti piccoli centri che hanno finito con il dover trasformare i propri asili nido in Municipio pur di non tenere chiusa una struttura pubblica.

Questa esperienza, frequentissima, avrebbe dovuto consigliare il Governo centrale ad attuare una autentica politica di decentramento amministrativo alle Province nelle materie dell’urbanistica, della pianificazione dello sviluppo socio-economico, della sanità, dei trasporti, della pubblica istruzione, della formazione professionale, perché solo chi vive la Provincia, quale ente pubblico, conosce i problemi della provincia, quale territorio. Invece si preferisce far calare dall’alto soluzioni che forse sono buone solo per l’area metropolitana, non certo per quelle deboli.

Ora, poi, vogliono sopprimere anche le Comunità Montane (che certo vanno riformate): si creano ulteriori problemi di rappresentatività politico-istituzionale per i territori deboli. Togliere al cittadino poi la possibilità di esprimere direttamente chi debba amministrare in suo nome il proprio territorio è assolutamente incostituzionale e irriguardoso per il cittadino italiano che vive in in regime democratico già da 60 anni. In conclusione: va bene sopprimere le Province delle aree metropolitane e trasformarle come peraltro già disponeva una legge di 22 anni or sono; non va per niente bene impedire ai cittadini delle aree interne di scegliere i propri rappresentanti e di farsi amministrare dalla propria Provincia, che una storia ed una sua identità culturale precise.

Non si può lasciare morire così un territorio. Auspico che chi abbiamo mandato al Parlamento voglia finalmente svegliarsi e muoversi in difesa del Sannio”.

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