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Piazza Roma, Sale della Terra si mobilita contro violenza e razzismo: «La sicurezza si costruisce insieme»

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La sicurezza, la violenza giovanile, il disagio sociale e il rischio di alimentare pregiudizi e contrapposizioni. Sono stati questi i temi al centro della manifestazione che si è svolta questa sera in piazza Roma, a Benevento, promossa dalla Rete di Economia Civile Sale della Terra.

Un’iniziativa nata in seguito al dialogo con alcuni genitori che hanno manifestato preoccupazione per i recenti episodi di violenza verificatisi nel centro storico cittadino. Una preoccupazione legittima, che ha spinto il consorzio a promuovere un momento pubblico di incontro e confronto, con l’obiettivo di affrontare il tema della sicurezza senza alimentare discriminazioni o individuare nell’origine e nell’identità delle persone la causa dei problemi.

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è stato Angelo Moretti, consigliere comunale di Civico22 e presidente della Rete di Economia Civile Sale della Terra, che ha sottolineato come il centro storico sia, in tante città italiane, uno spazio di socialità e passeggio, ma anche un luogo in cui possono emergere conflitti e tensioni.

«In tante città in Italia il centro storico è un luogo di passeggio, di scelta, di serenità, però è anche un luogo di conflitto», ha osservato Moretti, richiamando non soltanto le questioni legate alla movida e alla convivenza acustica, ma anche il problema della violenza giovanile, che interessa diverse realtà italiane e che oggi riguarda anche Benevento.

Proprio la dimensione della città, con i suoi circa 57mila abitanti, può però rappresentare un’opportunità: quella di incontrarsi e affrontare direttamente i problemi, senza limitarsi a confrontarsi sui social network o attraverso discussioni a distanza.

«La piccola città si può permettere di incontrarsi, non soltanto di rinchiudersi sui social», ha spiegato Moretti. Da qui la scelta di ritrovarsi in piazza come comunità beneventana, per parlare anche con i ragazzi stranieri e affrontare le paure che alcune famiglie stanno vivendo rispetto alla sicurezza dei propri figli.

Secondo il presidente di Sale della Terra, uno dei rischi principali è quello di collegare, anche a causa di modelli comunicativi sbagliati, il tema dell’insicurezza alla presenza dei giovani stranieri. Una lettura che, ha precisato, rischia di spostare l’attenzione dai problemi reali.

«Sappiamo che non è questo il tema. Il tema è che c’è veramente un problema di devianza giovanile, c’è un grosso problema di droga, di cui si parla sempre molto poco, e che non riguarda la nazionalità, ma il mondo giovanile e alcuni rischi che si stanno correndo», ha dichiarato.

Moretti ha quindi riconosciuto il valore delle preoccupazioni espresse dai genitori, sottolineando la necessità di non sottovalutare la paura delle famiglie. «Essere impauriti per i propri figli è una cosa sana, è normale avere ragioni per cercare maggiore sicurezza per i nostri figli», ha affermato.

Il punto, dunque, è riuscire a trasformare questa preoccupazione in un’occasione di confronto e responsabilità, evitando che la paura si trasformi in rabbia o venga indirizzata contro intere comunità.

«Incontriamoci, parliamo, conosciamo meglio le nostre paure e facciamo in modo che la sicurezza non sia una rabbia verso lo straniero, ma un modo per viverci meglio la città», è l’appello lanciato da Moretti.

La manifestazione ha voluto così ribadire una posizione chiara contro ogni forma di violenza e di razzismo, ma anche riaffermare il valore del dialogo come strumento per affrontare le tensioni che attraversano la comunità.

Per Sale della Terra, infatti, una città più sicura si costruisce attraverso la partecipazione, la responsabilità collettiva e la capacità di tenere insieme diritti, rispetto e convivenza. La sicurezza non può diventare uno strumento di divisione, ma deve rappresentare un obiettivo condiviso, che riguarda tutti e che richiede risposte concrete ai problemi, senza lasciare indietro nessuno.

Da Piazza Roma, dunque, un invito a non alimentare contrapposizioni, ma a ritrovare il senso di comunità: perché affrontare le paure è necessario, trasformarle in pregiudizi non è la soluzione.

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