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Benevento, corteo contro guerra e carovita: studenti e sindacati in strada per salari, diritti e pace
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La manifestazione sannita si inserisce in una giornata di protesta che interessa diverse città italiane, con appuntamenti principali anche a Napoli. Una mobilitazione che, secondo i promotori, raccoglie le istanze di una crescente partecipazione giovanile e di una protesta sociale che attraversa il Paese.
Il corteo ha attraversato le strade cittadine, percorrendo viale Principe di Napoli e proseguendo verso corso Garibaldi, con una tappa prevista davanti alla Prefettura, dove i manifestanti hanno chiesto un ulteriore confronto con il prefetto.
Al centro della protesta, come ha spiegato Giovanni Venditti, segretario provinciale USB, ci sono le politiche di guerra, il riarmo e il progressivo peggioramento delle condizioni economiche di lavoratori e pensionati. «Vogliamo che i miliardi investiti per il riarmo e gli armamenti vengano utilizzati per il welfare, la sanità, i trasporti e per aumentare i salari», ha dichiarato il sindacalista, sottolineando le difficoltà di chi deve vivere con stipendi insufficienti e pensioni minime.
Il segretario provinciale USB ha richiamato anche le vertenze che riguardano direttamente Benevento. Tra queste, l’aumento degli stalli a pagamento e delle strisce blu, già oggetto di contestazioni, e la questione dei ticket sanitari richiesti ai cittadini per prestazioni che, secondo quanto denunciato dai manifestanti, risalirebbero al periodo 2020-2021 e non sarebbero state effettuate.
Venditti ha inoltre contestato le politiche governative in materia di sicurezza, accusando l’esecutivo di rispondere alle proteste sociali con misure repressive anziché ascoltare le richieste dei cittadini. «Il dissenso non lo reprimeranno, perché la gente ha toccato con mano che non ce la fa più», ha affermato. Ha poi ribadito il carattere pacifico della manifestazione, precisando che l’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni i disagi e le rivendicazioni del territorio.
Accanto alla piattaforma sindacale, forte anche la componente internazionalista e pacifista. In piazza, tra gli altri, il movimento Global Movement to Gaza, rappresentato da Floriana Fragnito, che ha collegato la questione palestinese alle difficoltà sociali ed economiche del Paese.
«Ci basta unire i puntini di tutte le questioni, dalle problematiche ambientali al genocidio in Palestina, fino alle guerre che i nostri governi finanziano», ha dichiarato Fragnito, denunciando l’impiego di risorse pubbliche per gli armamenti a discapito di salari e servizi sociali. «Siamo in un Paese dove da trent’anni gli stipendi non aumentano, mentre aumenta tutto».
La richiesta è quella di interrompere ogni relazione con Israele e fermare il sostegno militare, riportando al centro i diritti dei popoli e la giustizia sociale. Fragnito ha ricordato la partecipazione alla mobilitazione di diverse realtà cittadine: USB, Global Movement to Gaza, Sannio, collettivo URIA, Officina transfemminista e studenti. Una rete che, come sottolineato dalla rappresentante del movimento, ha già trovato occasioni di convergenza con le proteste di agricoltori e autotrasportatori.
Un filo conduttore lega dunque le diverse rivendicazioni: la richiesta di destinare le risorse pubbliche al miglioramento delle condizioni di vita, anziché al finanziamento dei conflitti. «Non è con la guerra tra poveri che risolviamo i problemi di questo Paese e del mondo. Vogliamo una società più giusta», ha concluso Fragnito.
Una mattinata di mobilitazione che ha portato nel cuore di Benevento temi nazionali e internazionali, intrecciandoli con le questioni concrete del territorio. Dal costo della vita alla sanità, dai salari alla pace, il messaggio dei manifestanti è stato chiaro: chiedere alle istituzioni un cambio di priorità e maggiori risposte alle difficoltà quotidiane di cittadini e lavoratori.




