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Ecosistema Urbano e Movimprese, Boccalone attacca il Comune: ‘Su ambiente disastro evidente, su economia lettura dati è inappropriata’

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Due numeri, un’unica cifra che ritorna: 85. È la posizione di Benevento su 106 capoluoghi nella classifica ambientale di Legambiente, e (curiosa coincidenza) – scrive Nicola Boccalone dell’associazione ‘Benevento Domani’ – è anche il posto in cui il Sannio scivolerebbe, su 105 province, nella graduatoria della natalità d’impresa se si togliesse l’effetto dell’agricoltura. Sono i due documenti che Benevento Domani ha messo uno accanto all’altro: da una parte Ecosistema Urbano 2026, dall’altra i dati Movimprese del terzo trimestre, rilanciati con toni trionfali dal Comune. Il confronto racconta due storie molto diverse.

Ambiente: un disastro conclamato

Nessun complotto, dunque: il fallimento ambientale – spiega la nota – è evidente. Il consumo di suolo (25,5 mq per abitante in cinque anni) è il terzo peggiore d’Italia; la rete idrica perde il 57,3% dell’acqua immessa, quasi sei litri su dieci; sui depuratori il Comune non ha trasmesso alcun dato; la differenziata è ferma al 62,3%, ma il cittadino è tartassato da una Tari tra le più alte in Italia; il trasporto pubblico conta 15 viaggi per abitante l’anno contro una mediana di 39, con 71 auto ogni 100 abitanti; l’aria è “insufficiente”, con il PM2,5 al triplo del valore Oms. Si salvano pochi rifiuti prodotti, verde accessibile e ciclabili, ma non basta a lasciare la parte bassa della classifica. Il disastro è frutto di politiche urbanistiche insussistenti (consumo eccessivo del suolo), politiche ambientali inefficienti e costose e politiche di mobilità sostenibili assolutamente carenti, con un sistema parcheggi irritante (eccesso di strisce blu), aggressivo (costoso e sanzionatorio).

Economia: un primato che non è della città di Benevento

Diverso il caso dell’economia, dove a essere sbagliata è la lettura. Il comunicato firmato dal sindaco e dall’assessore Ambrosone – prosegue Ambrosone – rivendica il +0,60% di Movimprese come primato della città. Ma il dato riguarda la provincia, cioè 78 comuni, e Movimprese non pubblica numeri comunali. Anche Roma, Milano e Napoli, citate come città, sono in classifica come province, e perfino la media regionale del comunicato (+0,16%) non coincide con quella di Movimprese (+0,46%). Sembra esserci una confusione tra l’ente che si governa e il territorio che lo contiene.

Pesa poi la composizione della crescita: nel Sannio le imprese agricole sono il 29,9% del totale contro l’11,5% italiano, con 164 iscrizioni nel trimestre, quasi tutte ditte individuali. Agricoltura e imprese non ancora classificate valgono 294 iscrizioni su 405 e un saldo di +234, superiore al +200 complessivo. Senza di esse il tasso è −0,16%, peggiore di quello italiano e campano, e Benevento scende dal 1° all’85° posto su 105. Commercio (−17) e manifattura (−15), i settori citati dal comunicato, perdono imprese, e la manifattura è 100ª su 105.

E i settori rivendicati dal comunicato, commercio e industria vanno nella direzione opposta: la manifattura perde 15 imprese (la provincia è 100ª su 105 per crescita del comparto), il commercio ne perde 17. Anche il dato sulla media regionale citato nel comunicato (+0,16%) non coincide con quello di Movimprese, che per la Campania segna +0,46%.

L’invito al confronto

Non si tratta di sminuire un risultato statistico reale, che fa onore al Sannio e ai suoi agricoltori, ma di leggerlo per quello che è. Attribuirlo alle politiche del Comune su commercio e industria non è dimostrabile e rischia di nascondere ciò che servirebbe davvero: capire perché manifattura, commercio e servizi stentino.

Per questo Benevento Domani rivolge un invito all’amministrazione e chiede un confronto con l’assessore Ambrosone, per una lettura e una disamina più approfondite e realistiche dei dati, sia ambientali sia economici. Perché le classifiche non si scelgono in base a quella che piace di più, e un’amministrazione che voglia davvero migliorare la città non può permettersi di leggerle dal fondo.

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