CULTURA
Rashad, un minorenne soldato nel nuovo singolo dei sanniti Osso Sacro
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Rashad è un corpo nel quale la Storia lascia i propri scavi. Rashad attraversa guerra, migrazioni, sfruttamento, lavoro, consumo e memoria attraverso il corpo di un minorenne soldato e minatore: la geografia frantumata del presente composta da dialetto sannita, oralità, materia popolare ed elettronica.
Rashad è il nuovo singolo degli Osso Sacro: esce il 16 ottobre e anticipa la pubblicazione di CAVE NOVE, il nuovo album del gruppo in uscita il 30 ottobre, atteso dopo il successo del debutto Urla dal Confine. Il testo è di Vittorio Zollo, la musica di Corrado Ciervo e Carlo Ciervo.
Rashad è un minorenne che diventa soldato. Non un eroe né una vittima esemplare ma un corpo attraversato dalla Storia. Una «criatur’ c’u bazooka», canta Osso Sacro, che attraversa una geografia continuamente mobile: Siria, Guatemala, Libia, Nicaragua, Biserta, Caserta. Non racconta un conflitto specifico e non costruisce un atlante della guerra, spara senza conoscere riposo e arriva a uccidere persino suo padre, che porta un’altra divisa.
Osso Sacro nasce nel 2020 dall’incontro tra il poeta e performer Vittorio Zollo e il polistrumentista Corrado Ciervo; al progetto si unisce Carlo Ciervo, musicista e producer. Il trio propone un percorso di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita: non recupero filologico, non nostalgia, non semplice contaminazione tra antico e moderno, ma spostamento di materiali, voci e forme in un altro presente. Il nome Osso Sacro contiene corpo, sostegno, dolore e territorio, quello dell’osso appenninico: la dorsale delle aree interne meridionali, madre e matrigna, struttura portante e luogo di frizione.
Tra band e collettivo performativo, tra parole, musica e corpo come parti di un unico dispositivo, dopo aver vinto nel 2021 il Premio Alberto Dubito di Poesia con Musica, Osso Sacro debutta nel 2022 con Urla dal Confine (Zoopalco Poetry Label), registrato in un vecchio essiccatoio per tabacco tra San Leucio del Sannio e Ceppaloni, una zona marginale vicina al fiume Sabato e allo Stretto di Barba, legata nell’immaginario orale alle janare e posta sul confine storico tra Regno di Napoli e Stato Pontificio.
Urla dal Confine ha ricevuto significativi responsi dalla critica, che ha apprezzato l’eclettico trattamento dei materiali di partenza e la sintesi tra spoken word, world music, rock, elettronica, blues, prog, noise e post-rock. Non è un caso che sia stato considerato tra i migliori Lp del 2022 al Premio Loano, inoltre nel 2023 Osso Sacro ha vinto la XVI edizione del Premio Andrea Parodi con tanto di menzione per il Miglior Arrangiamento, nel 2025 il Premio Sette Madonne nella sezione Arti Performative – Innovazione.
Come dichiara il gruppo, quando la tradizione non viene riscritta è destinata a perdersi: è l’idea centrale del nuovo album CAVE NOVE, che avrà come nucleo portante il motto di “tradire la tradizione” per mantenerla viva. Rashad, che inaugura il secondo disco, ne è la prima dimostrazione. Per Rashad Michele Salvezza, già regista di Pruserpina per Osso Sacro, ha realizzato un videoclip che farà discutere: un esperimento sul rapporto tra immaginazione umana, intelligenza artificiale e rappresentazione del reale. Il videoclip traduce la scrittura per accumulo e collisione del brano in un universo visivo interamente costruito con l’AI, interrogando il modo in cui oggi produciamo, riconosciamo e consumiamo le immagini. La scelta del regista di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa non risponde soltanto a una ricerca estetica: l’AI diventa parte integrante del discorso artistico perché restituisce immagini verosimili di un mondo che Salvezza non ha mai filmato, ma rivela anche, attraverso le proprie associazioni automatiche, gli stereotipi e le distorsioni presenti nei modelli con cui è stata addestrata.
CAVE NOVE uscirà venerdì 30 ottobre 2026 con Ipe Ipe Music di Domenico Coduto (con il contributo di Nuovo IMAIE).




