POLITICA
De Stasio: “Chi diserta le commissioni non fa il suo dovere. E dal centrosinistra un’evidente contraddizione politica”
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È di qualche minuto fa la notizia che i consiglieri di ApB (e cioè PD – Fioretti, De Longis, Varricchio e Di Lorenzo – AVS – Megna – Città Aperta – Perifano e Miceli – Civico 22 – Moretti – e Civici e Riformisti – Sguera), hanno stabilito di non partecipare più, da domani, alle commissioni consiliari ed alla conferenza dei capigruppo. Ciò, sostengono, al fine di “garantire trasparenza e rispetto delle istituzioni”, e nell’intento di manifestare una “dissociazione da un metodo di gestione del potere sempre contrastato”.
Rispetto a tale decisione, la consigliera comunale di opposizione Rosetta De Stasio ha espresso una ferma posizione contraria: «Non posso esimermi, quale Consigliere comunale di Opposizione, dal prendere una posizione rispetto a tale iniziativa che non condivido affatto», ha affermato la consigliera.
Entrando nel merito del ruolo istituzionale, De Stasio ha spiegato che «fare opposizione significa innanzitutto partecipare ai lavori delle Commissioni Consiliari, delle Conferenze dei Capigruppo, delle sedute di Consiglio comunale. Solo in tal modo si è a conoscenza dell’attività che l’Amministrazione intende porre in essere, dei progetti inerenti lavori pubblici a farsi, dei debiti fuori bilancio accumulati, delle iniziative dei vari settori».
La consigliera ha poi evidenziato l’importanza operativa di tali organismi, rimarcando che «partecipare, soprattutto ai lavori delle Commissioni consiliari, è l’unico strumento a disposizione dell’opposizione per evidenziare eventuali problemi o disagi inerenti alle iniziative da intraprendere, per portare avanti proprie proposte, per discutere sulla bontà di atti e delibere. Poi c’è lo strumento delle interrogazioni e delle interpellanze che, però, di solito ha tempi lunghi e che comunque spesso scaturisce proprio dalle discussioni degli argomenti in commissione».
L’esponente dell’opposizione ha quindi stigmatizzato la scelta dell’astensione: «A prescindere dalla valutazione sulla efficacia della protesta attuale, va detto con chiarezza che, in assoluto, il Consigliere Comunale che si esime dal partecipare alle commissioni, non compie il proprio dovere! E cioè a dire che non esercita il ruolo di controllo e di rappresentanza che si è impegnato a svolgere al momento in cui è stato eletto».
Richiamando il proprio percorso politico, Rosetta De Stasio ha ricordato: «Nella mia esperienza politica, non solo al Comune di Benevento, ho imparato che la presenza costante, il controllo continuo, la partecipazione ai lavori, è l’ingrediente principale di quella rappresentanza che i cittadini ci hanno affidato, riponendo nella nostra opera fiducia e speranze».
In merito all’operato delle commissioni consiliari, la consigliera ha tenuto a precisare che «la maggior parte delle commissioni consiliari, grazie anche ai consiglieri Presidenti, hanno sempre funzionato in modo efficace: più volte sono state accolte le proposte dei consiglieri di opposizione; molto spesso sono stati invitati Dirigenti ed Assessori su richiesta dei consiglieri di opposizione; sempre sono stati ascoltati e discussi gli argomenti che i consiglieri di opposizione hanno chiesto di porre all’ordine del giorno».
Pur condividendo la critica alla governance dell’ente, De Stasio ha sottolineato: «Senza dubbio la “gestione padronale” contestata all’Amministrazione, contestazione che condivido, non riguarda, almeno fino ad oggi, i Presidenti di Commissione e i componenti di maggioranza delle commissioni. Ma a prescindere da questo tipo di valutazione, che attiene al comportamento, va ribadito che il dovere istituzionale di un consigliere comunale è quello di partecipare alla vita amministrativa, soprattutto se è collocato all’opposizione».
Passando al tema delle dimissioni, il consigliere ha osservato: «Altro conto, ovviamente, è dimettersi da Consigliere Comunale. Sono state chieste da più parti le dimissioni del Sindaco, della Giunta, del Vicesindaco, ma non si è mai parlato di dimissioni dei consiglieri comunali».
De Stasio ha quindi chiarito il proprio pensiero sul tema delle dimissioni di massa: «Naturalmente quando parlo di dimissioni, non mi riferisco ai soli consiglieri di opposizione, che produrrebbero solo l’ingresso in consiglio dei “primi dei non eletti” senza scalfire affatto l’attuale assetto di maggioranza. Mi riferisco alle dimissioni di quei consiglieri, anche di maggioranza, che non ritengono giusto, stante la situazione ed a prescindere dalle valutazioni personali sui fatti, che la decisione torni alla cittadinanza, che il giudizio sull’operato dell’Amministrazione, e sull’operato dell’opposizione, venga espresso dai cittadini! Basterebbero, per andare a votare, le dimissioni di 17 consiglieri comunali».
Su questo punto ha espresso la propria diretta disponibilità: «Se così fosse, le mie dimissioni sono a disposizione, perché ritengo giusto che a scegliere, a decidere, sia la cittadinanza. D’altro canto sarà questa, anche a fine consiliatura, ormai imminente, che stabilirà, con il proprio voto, se continuare sulla strada imboccata dall’attuale Amministrazione, o cambiare e percorrere strade diverse».
De Stasio non ha risparmiato un affondo critico verso il centrosinistra, rimarcando quelle che ritiene evidenti incoerenze politiche: «Il giudizio della gente non potrà non riguardare anche l’enorme contraddizione in cui versa il “centro sinistra” o ApB, da circa un anno a questa parte. Alla Regione Campania Centrosinistra e Lista Mastella hanno affrontato insieme la campagna elettorale, che ha visto eletto consigliere il figlio dell’attuale Sindaco, e oggi governano insieme. Probabilmente una riflessione, se fossi collocata a sinistra, la farei: come è possibile governare insieme una Regione, e “chiedere le dimissioni del partito alleato” in una città capoluogo di provincia facente parte della stessa Regione? Com’è possibile tacciare il Segretario Nazionale del partito alleato di “gestione padronale” a Benevento, e andare d’amore e d’accordo a Napoli? È vero che “in politica tutto è possibile” (recitava un vecchio detto), ma non si può superare il limite della decenza senza vivere in una contraddizione politica evidente che non può non pesare sull’opinione degli elettori».
Infine, tracciando le condizioni per una vera opposizione, il consigliere comunale ha concluso: «Ben vengano le proteste e le prese di posizione! Ma a condizione che siano uniformi, chiare, inequivoche. Ben vengano le critiche e gli attacchi politici! Ma a condizione che si svolga il proprio ruolo! Ben venga la non condivisione di un metodo e di una gestione! Ma a condizione che, con la propria presenza ed il proprio controllo, si faccia di tutto per ostacolarli. Per quanto mi riguarda, ferma la mia disponibilità alle dimissioni se queste possano contribuire a restituire la parola alla cittadinanza, continuerò a svolgere il ruolo di Consigliere Comunale di opposizione, ad evidenziare i disagi ed i problemi che affliggono la città, e a rappresentare la comunità che mi dato fiducia. Proprio in nome di quella trasparenza, quel rispetto delle istituzioni, e quella coerenza che mi hanno spinto, tanti anni fa, ad interessarmi di politica».




