POLITICA
Coraggio Dem al PD nazionale: “Intervenire una volta per tutte sulla Federazione sannita”
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Nel corso di quest’anno Coraggio Dem ha denunciato e sollecitato, in più occasioni, un cambio di rotta per il PD sannita, la cui sostanziale inesistenza dell’azione politica sui territori rappresenta “una criticità la cui risoluzione non è più rinviabile”, al fine di consentire nel Sannio la costruzione di un’alternativa seria anche in vista delle prossime scadenze elettorali. Con senso di responsabilità ci siamo confrontati con i vertici nazionali del PD che ringraziamo per averci espresso vicinanza e per aver condiviso la necessità di costruire un’alternativa, esprimendo la volontà di affrontare le criticità che il PD Sannio vive da decenni, così da rilanciare l’azione politica in questo territorio”. Inizia così la lettera inviata dal coordinamento di Coraggio Dem al PD Nazionale.
Secondo gli esponenti, “ciò richiede un intervento concreto e supportato da provvedimenti intesi a ristabilire l’ordine e le regole basilari di agibilità democratica in una Federazione allo sbando ed elettoralmente debolissima”. Tuttavia, sottolineano, “di tale volontà, ad oggi, non abbiamo riscontro tangibile”.
“Ai vertici nazionali abbiamo manifestato la richiesta che si solleva a gran voce dalla base e dai militanti – prosegue il documento – supportata da numerosi aderenti al nostro movimento e da un documento sottoscritto da circa 50 firmatari, che non si riconoscono nel gruppo dirigente attuale, cooptato attraverso un congresso all’insegna di violazioni palesi di Statuto, Codice Etico e democrazia interna”.
Nel corso dei mesi passati, aggiunge Coraggio Dem, “a ciò si sono aggiunti ulteriori fatti rilevanti, che hanno violato la linea del PD nazionale”: “la scelta del gruppo dirigente del partito e del gruppo consiliare della città di indirizzare il voto alle provinciali di luglio al candidato della destra” e, “pochi giorni fa, l’attacco della rete civica meridionale di cui è coordinatore il presidente provinciale del PD alla segretaria nazionale e quindi al PD stesso, rei, ad avviso di tale rete civica, di non occuparsi adeguatamente di meridione”.
“Si tratta di fatti gravi e rilevanti – si legge ancora – che denotano come le scelte del PD sannita siano espressive non di un’azione politica o di partito, ma di un gruppo ristretto che risponde a logiche privatistiche e di pochi, incompatibili con la costruzione di un PD aperto, plurale, forte e credibile”.
“Si tratta di criticità che non consentono di recuperare né i militanti e gli elettori delusi né l’astensionismo, né di avanzare una proposta politica credibile in vista degli imminenti appuntamenti elettorali, tra i quali le comunali della città di Benevento”.
“È necessario pertanto che il PD nazionale assuma, nel breve, le proprie determinazioni sulla Federazione sannita – affermano – se intende recuperare le centinaia di militanti, amministratori, sindaci, cittadini che in questi anni sono stati allontanati, epurati o che hanno scelto di fare altri percorsi, non volendosi né potendosi più riconoscere nell’attuale Pd”.
“Il nostro gruppo si sta impegnando per la costruzione di una proposta inclusiva e una visione nuova della Politica che consenta al partito di tornare ad essere un punto di riferimento per i cittadini. Tuttavia, senza un intervento da parte dei vertici nazionali, da troppo tempo promesso e poi rimandato, nei prossimi mesi continuerà a regnare lo status quo, cui ne conseguirà l’inevitabile bufera che travolgerà e indebolirà ulteriormente il PD. A quel punto sarà tardi per recuperare il tempo perduto”.
Con tale documento, “i sottoscritti firmatari della petizione che chiedeva l’annullamento del congresso provinciale del PD, per ragioni note al Partito nazionale, chiedono al PD nazionale di intervenire una volta per tutte, se hanno a cuore il PD e, un po’, anche il Sannio”.
“Al centro del nostro impegno ci sono il Sannio e il Pd. Con le persone, sapendo di essere 100 oggi e 1.000 domani, a differenza del PD sannita attuale abbandonato da decine di sindaci, amministratori, militanti”.
Infine, l’affondo: “Il re è nudo ma se qualcuno vuole continuare a far finta di non vedere (non si sa per quale ragione), anche di fronte alle evidenti violazioni statutarie che un partito che crede nella legalità e nella giustizia dovrebbe garantire, si assumerà le conseguenze delle future sconfitte del Pd nel Sannio, ove già è la peggiore Federazione del Sud in termini elettorali (10/13%)”.
“Se al Pd nazionale non interessa il Sannio – conclude il documento – rivaluteremo il nostro impegno e non escludiamo di far valere le nostre ragioni, forti e documentate che, inevitabilmente, tirerebbero in ballo anche le responsabilità del partito regionale”.
Il documento è firmato dal coordinamento di Coraggio Dem, dal coordinatore Giovanni Palmieri e dai firmatari della petizione: R. Poggio, D. Campotaro, E. Palmieri, E. Campotaro, A. Campotaro, A. Marino, M. Silvestri, C. Delellis, E. Porto, D.C., M.C. Palmieri, R. Melillo, V. Poli, E. Martedi, E. Valle, S. Giordano, L. Ferro, M. Biolcati, A. Rosito García, D. Tantillo, N. Tosello, M. Leone, A. Ruggieri, L. Mongillo, A. Ciaffoni, D. Ferrucci, I. Cavallotto, V. Zanoli, M.S.M. Mariottini, R. Febbo, F. Lion, C. Ferrucci, M.G. Colasanto, L. Trezza, A. Paterniti, V. Tota, S. Barberis, V. Pellini, L. Macerata, F. Rigante, A. Iavarone, M. Santillo, A.M.A. Arioli, F. Marciano, A. D’Agostino e M. Vascul.



