AMBIENTE
Cinipide del castagno, Fernando Errico: “Allarme nelle aree interne della Campania, il Sannio rischia conseguenze economiche e ambientali”
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“La recrudescenza degli attacchi del cinipide del castagno rappresenta oggi una criticità estremamente seria per il comparto castanicolo campano e desta particolare preoccupazione nelle aree interne del Sannio, dove la castanicoltura continua a svolgere un ruolo fondamentale sotto il profilo economico, ambientale e sociale”. Lo dichiara Fernando Errico, Consigliere Regionale della Campania e componente della Commissione Agricoltura, intervenendo sull’emergenza fitosanitaria che sta nuovamente colpendo i castagneti campani.
“Nel Sannio – prosegue Errico – la produzione castanicola interessa aree strategiche come il Taburno, il Parco Regionale del Matese, Partenio, territori nei quali il castagno non rappresenta soltanto una coltura tradizionale, ma costituisce anche uno strumento essenziale di tutela ambientale, presidio delle aree montane e sostegno alle economie locali. L’allarme che arriva dagli operatori del settore e dai territori non può essere sottovalutato. Da un punto di vista tecnico – spiega il consigliere regionale – risulta fondamentale rafforzare il monitoraggio costante delle aree colpite dal cinipide del castagno, così da disporre di una mappatura aggiornata della diffusione dell’insetto e programmare interventi tempestivi ed efficaci. Parallelamente, occorre sostenere e potenziare la lotta biologica, seguendo quanto già avviene in altri territori attraverso i lanci del Torymus sinensis, antagonista naturale del cinipide, che ha già prodotto risultati positivi in diversi contesti.
In questo senso – aggiunge Errico – l’assessorato regionale all’Agricoltura si sta già muovendo per affrontare la problematica attraverso attività di monitoraggio e intervento. Tuttavia, è necessario potenziare ulteriormente le azioni messe in campo, con particolare attenzione anche alle realtà del Sannio e delle aree interne maggiormente esposte ai rischi legati alla diffusione del cinipide. L’obiettivo deve essere duplice: da un lato tutelare concretamente i produttori e salvaguardare il reddito delle aziende agricole, dall’altro preservare un patrimonio ambientale e produttivo strategico per le aree interne della Campania. La tutela del castagno – conclude Errico – non riguarda soltanto il settore agricolo, ma investe direttamente la difesa del paesaggio, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la valorizzazione economica dei territori montani. Per questo è necessario un impegno coordinato, strutturato e duraturo da parte delle istituzioni regionali e nazionali”.




