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Panathlon e Rotary a Sant’Agata de’ Goti: il fair play che salva la vita, quando educare alla strada significa educare al rispetto
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Ci sono giornate scolastiche che finiscono con il suono della campanella e altre che restano dentro. Perché parlano di vita vera, di responsabilità, di scelte. L’incontro “Fair Play alla guida – il fenomeno fallo in pista”, ospitato oggi presso l’Istituto Comprensivo 1 “A. Oriani” di Sant’Agata de’ Goti, appartiene certamente alla seconda categoria.
L’iniziativa, promossa dal Panathlon Caudium, questa volta insieme ai Rotary Club Sant’Agata dei Goti e Valle Caudina, ha avuto il merito di affrontare il tema della sicurezza stradale non attraverso fredde statistiche o slogan di circostanza, ma partendo da ciò che i ragazzi conoscono meglio: lo sport, le regole, il rispetto dell’avversario e il senso del limite. Perché, in fondo, il fair play è questo: capire che la libertà individuale non può mai trasformarsi in pericolo per gli altri. È un principio che vale su un campo di calcio come su uno scooter, in automobile o attraversando una strada.
Il collegamento costruito dal Panathlon tra etica sportiva e comportamento alla guida è apparso oggi più chiaro che mai. A dare forza al progetto non sono stati soltanto i contenuti, ma anche il clima che si è respirato nell’aula e negli spazi dedicati alle attività. Attenzione autentica, silenzi partecipati. I ragazzi dell’Oriani hanno seguito ogni intervento con uno sguardo acceso, curioso e consapevole.
In tempi in cui spesso si parla dei giovani senza ascoltarli davvero, questa partecipazione rappresenta forse il segnale più incoraggiante della giornata. Un sentito ringraziamento va alla dirigente scolastica Elisabetta Di Maio e all’intera comunità educativa dell’istituto, che ha accolto e sostenuto con convinzione un’iniziativa dal forte valore civile. Così come meritano riconoscenza tutti i relatori intervenuti: professionisti, operatori, volontari e rappresentanti delle istituzioni che hanno scelto di mettere esperienza e sensibilità al servizio dei ragazzi.
Coinvolgenti le attività sulla pista ludo-didattica, che simulano la guida in stato di ebbrezza, coordinate dalla Polizia Stradale e dall’A.I.F.V.S. Un’esperienza che ha permesso agli studenti di comprendere, senza moralismi ma attraverso l’esperienza diretta, quanto siano importanti attenzione, riflessi, rispetto delle regole e controllo delle emozioni.
Il lavoro del Panathlon Caudium emerge sempre più come un presidio culturale sul territorio. Senza clamori, ma con continuità e credibilità, il club sta costruendo un percorso educativo che usa il linguaggio dello sport per parlare di cittadinanza, correttezza e responsabilità sociale.
Un’idea moderna di fair play che non si limita alla vittoria o alla sconfitta, ma diventa strumento concreto per vivere meglio insieme. E forse è proprio questa la lezione più importante lasciata dall’incontro di oggi: la sicurezza stradale non nasce dalla paura delle multe, ma dalla cultura del rispetto. Di sé stessi, degli altri, della vita.



