Comune di Benevento
Caso Santamaria, il Consiglio Comunale dice no a commissione d’inchiesta. De Stasio: ‘Occasione sprecata’
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“Il Consiglio Comunale di ieri, nel quale si è discusso anche della vicenda giudiziaria che ha investito alcuni dirigenti del Comune e della proposta tesa ad istituire una commissione consiliare d’indagine ed inchiesta, ha certamente perso una grande occasione. A prescindere dalle questioni morali che non legittimano nessuno alle facili ed inutili accuse, il Consiglio doveva deliberare sull’eventuale istituzione della suddetta commissione”. A scriverlo in una nota è la consigliera comunale di ‘Prima Benevento’, Rosetta De Stasio.
“Partendo da presupposto che non solo la responsabilità penale è personale, ma anche che nella vicenda giudiziaria non possono essere coinvolte persone o fatti che non ne costituiscono oggetto, l’aula consiliare non poteva, e non doveva, trasformarsi in un’aula di tribunale, né in un palco teatrale. Sono sempre stata fermamente convinta che la politica non deve abdicare al suo ruolo facendolo svolgere alla Magistratura, e quando lo ha fatto ha clamorosamente sbagliato. La politica deve parlare con chiarezza alla gente, cercando di comprenderne le esigenze; deve rappresentare gli interessi della gente; deve procedere in modo da garantire trasparenza, coerenza e legalità; deve essere in grado di punire o premiare chi, in qualche modo, la offende o contribuisce a renderla sana, onesta ed efficiente.
Al di là dei grandi o piccoli discorsi, delle inutili levate di scudi, o delle ancor più inutili difese a spada tratta, il Consiglio Comunale di Benevento, nella sua interezza, avrebbe dovuto ieri dare una risposta alla gente ed a se stesso. Avrebbe dovuto dimostrare di essere all’altezza della situazione, di essere in grado di gestire la vicenda politica che, inevitabilmente, consegue da quella giudiziaria.
Ed avrebbe senza dubbio potuto farlo: come? Istituendo, all’unanimità, una commissione consiliare di indagine ed inchiesta, peraltro espressamente prevista dall’art. 38 del vigente regolamento comunale, che potesse controllare le pratiche, in particolare quelle edilizie, che, stando alle imputazioni della Procura, avrebbero generato il “sistema di concussione e corruzione” oggetto dell’indagine. Una commissione tesa ad evitare che potessero determinarsi altre “falle” nei procedimenti amministrativi, altre vicende giudiziarie, altri scandali.
Il Consiglio Comunale, nella sua interezza, avrebbe così dimostrato alla cittadinanza, che è chiamato a rappresentare, non solo la sua totale estraneità a quanto presumibilmente accaduto, ma anche la sua ferma volontà di porre fine ad una presunta situazione di malcostume. E soprattutto avrebbe conquistato, o riconquistato, la fiducia della gente, ingrediente indispensabile per la politica vera e per chi ambisce ad esserne protagonista, oggi ed in futuro. E invece…no.
La proposta di istituzione della commissione consiliare di indagine e di inchiesta ha riportato a favore solo i voti dei consiglieri di opposizione. Da Consigliere comunale della città che amo, a prescindere dalle appartenenze, non posso che dire “Peccato!”. Ancora una volta una RISPOSTA NON DATA alla gente! Ancora una volta un peccato di PRESUNZIONE! Ancora una volta UN’OCCASIONE PERDUTA”, conclude la De Stasio.


