CRONACA
Dall’ufficio postale alla cella: arrestata la donna accompagnata ieri mattina in Questura
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Doveva essere solo un controllo per chiarire una segnalazione di disturbo, ma la mattinata di ieri si è trasformata in un episodio di violenza che si è concluso con un arresto. La donna nigeriana di 35 anni, irregolarmente presente sul territorio nazionale, condotta ieri mattina in Questura dagli agenti – come già raccontato in un articolo da Ntr24 – è finita in manette per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.
L’episodio si era verificato intorno alle 11.00, quando una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Polizia di Stato era intervenuta presso l’ufficio postale di via del Pomerio, nel centro storico del capoluogo sannita, a seguito della segnalazione della presenza di una donna che stava creando disordini.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato la straniera in evidente stato di agitazione mentre inveiva contro la direttrice della filiale, colpevole – secondo la versione della 35enne – di averle impedito il ritiro di una carta di credito intestata ad altra persona, operazione per la quale non aveva alcun titolo.
Nel tentativo di riportare la situazione alla calma e chiarire la vicenda, i poliziotti hanno invitato la donna a uscire dall’ufficio. È a quel punto che la situazione è improvvisamente degenerata: una volta all’esterno, senza apparente motivo, la 35enne ha prima spintonato uno dei due operatori e poi lo ha afferrato al collo, tentando di strangolarlo. Solo l’intervento di altro personale della Polizia ha permesso di bloccare e allontanare definitivamente la donna.
L’agente aggredito ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni. La donna è stata quindi messa in sicurezza e accompagnata presso la Questura per ulteriori accertamenti. Dagli approfondimenti è emerso che a suo carico risultavano numerosi precedenti penali, in particolare per reati analoghi di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Alla luce dei fatti, la donna è stata tratta in arresto. Su disposizione del pubblico ministero di turno, è stata successivamente associata alla Casa Circondariale locale, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.



