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Fuga dei giovani, Nardone: “Un fallimento economico che impoverisce il Paese”
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Francesco Nardone di Futuridea interviene sul fenomeno della crescente emigrazione giovanile dall’Italia. “Sempre più giovani lasciano il Paese, attratti da stipendi più elevati e da migliori prospettive di carriera all’estero. Secondo l’ultimo rapporto del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”, tra il 2011 e il 2024 sono stati circa 630mila i giovani che hanno portato talento e competenze fuori dall’Italia.
Non siamo di fronte a una fuga inevitabile – dichiara Francesco Nardone – ma al risultato diretto di un sistema economico che non premia il merito, offre salari insufficienti e non investe seriamente in innovazione, ricerca e lavoro qualificato. L’Italia continua a formare capitale umano che poi regala ad altri Paesi, sostenendo di fatto la loro crescita economica mentre la nostra ristagna.
Senza un cambio di paradigma – aggiunge Nardone – fondato su politiche industriali vere, salari dignitosi e reali opportunità di carriera, il Mezzogiorno e le aree interne pagheranno il prezzo più alto di questa emorragia di competenze. Parlare di attrattività senza intervenire sulle condizioni economiche concrete è solo retorica vuota”.
Continua Nardone: “Formiamo medici, ingegneri, ricercatori e professionisti con risorse pubbliche – prosegue – e poi li consegniamo ai Paesi che investono meglio di noi. È una sconfitta economica colossale, che impoverisce il tessuto produttivo e accentua le disuguaglianze territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. È una vera e propria espropriazione di futuro. Continuare poi a parlare di attrattività senza intervenire su salari, fiscalità, politiche industriali e accesso al lavoro qualificato è ipocrisia pura – conclude Nardone –. Senza scelte radicali, l’Italia resterà un Paese che consuma giovani invece di valorizzarli”.



