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Comune di Benevento

L’ex assessore Rosa: ‘Usato e scaricato da Mastella con un whatsapp. Ho dato l’anima per Benevento’

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Oltre un’ora di parole, emozioni e rivendicazioni. Alessandro Rosa, medico ed ex assessore all’Ambiente del Comune di Benevento, ha scelto la sala dell’Hotel Traiano – lo stesso luogo in cui nel 2016 organizzò il primo incontro a sostegno di Clemente Mastella – per raccontare la sua verità dopo la revoca dell’incarico arrivata, come ha più volte sottolineato, con un semplice messaggio WhatsApp. Una conferenza stampa fiume, seguita da amici, familiari e sostenitori, che Rosa ha definito necessaria “dopo un terremoto politico avvenuto in maniera inaspettata”.

“Non è una questione di stile, ma di correttezza istituzionale”, ha chiarito fin dall’avvio. “Tra uomini delle istituzioni avrei dovuto essere convocato, ascoltato, messo a conoscenza delle motivazioni. Invece sono stato scaricato con un messaggio: ‘Con oggi si chiude la nostra collaborazione istituzionale’. Io valevo un WhatsApp. A quasi 50 anni non lo posso accettare”.

Parole dure, accompagnate da un tono spesso amareggiato, a tratti visibilmente emozionato. Rosa ha parlato di “una coltellata a sangue freddo”, di un “omicidio politico gratuito”, arrivato – ha rimarcato – all’indomani dell’ennesimo riconoscimento Plastic Free ottenuto dal Comune di Benevento. “Non mi è stato contestato nulla sul piano amministrativo né sulla coerenza politica. Ho provato a chiamare il sindaco e chi gli era vicino, nessuno rispondeva. Qualcuno ha perfino rifiutato la chiamata”.

Nel mirino dell’ex assessore anche le voci su presunti “flirt” con il centrodestra, rispedite al mittente senza esitazioni. “Pettegolezzi fragili, usati per screditarmi. Un mese e mezzo fa ho fatto campagna elettorale pancia a terra per Pellegrino Mastella, basta guardare i miei social. L’atto di revoca arriva guarda caso dopo le Regionali. Classico esempio di politica dell’usa e getta”.

Rosa ha rivendicato con forza il lavoro svolto in quattro anni alla guida dell’assessorato all’Ambiente, parlando di una Benevento “diventata città green per numeri, processi e scelte strutturali”: dai progetti sull’economia circolare alla riduzione della plastica, dall’educazione ambientale nelle scuole alla lotta all’abbandono dei rifiuti. E poi un lungo elenco di interventi: 15 parchi gioco, l’impianto multimateriale con l’Asia, fondi Pnrr, l’apiario urbano, la gestione della vicenda dei pini, la pulizia del fiume, le potature programmate, le nuove panchine, le smoking area, il lavaggio delle strade contro le polveri sottili, il catasto degli impianti termici, campi sportivi, aree fitness, guardie ambientali, regolamento del verde, Stati generali dell’Ambiente, la Festa dell’Ambiente con 1200 bambini, fino alle macchine “mangia plastica”.

“Risultati condivisi con il sindaco e con l’amministrazione – ha sottolineato – ottenuti mettendoci la faccia, andando a controllare i lavori anche di notte. Non consento a nessuno di dubitare della mia correttezza. Ho sempre difeso l’autonomia tecnica delle decisioni, preferendo i no utili ai sì facili”.

Ampio spazio anche al tema delle presunte ambizioni personali. “Se avessi avuto ambizione a fare il sindaco – e non è un reato – lo avrei detto a Mastella, che è sempre stato il mio riferimento politico. È vietato sognare? Evidentemente anche immaginare un percorso mi è costato caro”. Da qui il riferimento a una “lunga lista” di amministratori depotenziati o messi da parte negli anni, che farebbe di lui “il settimo di una serie, vittima del cinismo politico”.

Sui rapporti con l’opposizione, Rosa ha rivendicato il dialogo istituzionale e umano: “Sono amico di persone che militano dall’altra parte, alcuni sono miei pazienti. L’amicizia prescinde dai voti. Non siamo sotto un regime. Non sarebbe stato corretto flirtare politicamente con l’opposizione, io ero un assessore in carica”.

Nel finale, il passaggio più intimo. “La cosa che fa più male è dover chiedere scusa a 622 persone che hanno riposto in me la loro fiducia e non aver potuto concludere il lavoro svolto. Con la mia defenestrazione è stata tolta la voce a chi non ce l’aveva”. Poi la conclusione, tra gli applausi: “Io resto qui, non come ex, ma come cittadino. Farò politica sempre tra la gente e per la gente. Ho dato il cuore per la mia città e per i miei concittadini”.

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