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Futuridea su ‘L’Espresso’: Beatrice Fucci richiama la politica a strategie differenziate contro lo spopolamento
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Nel numero de L’Espresso in edicola questa settimana, un ampio articolo a firma di Antonio Fico accende i riflettori su una delle emergenze più gravi e ancora sottovalutate del Paese: lo svuotamento demografico dell’Italia, con un’attenzione particolare al Sud e alle aree interne. I dati restituiscono un quadro allarmante.
Nel solo biennio 2023–2024 oltre 270.000 persone hanno lasciato il Paese, con un impatto demografico paragonabile a quello degli anni Settanta. Se si escludono Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Lazio, tutte le altre regioni registrano una perdita di popolazione.
Colpiscono in modo particolare i dati di Molise (-9,68%) e Calabria (-8,5%), ma destano forte preoccupazione anche quelli di regioni tradizionalmente considerate più solide come Liguria (-6,61%) e Piemonte (-4%). Alla base dell’analisi vi è un lavoro scientifico coordinato da FILEF, con Futuridea partner del progetto.
Centrale, nell’articolo, è il contributo di Beatrice Fucci di Futuridea che richiama l’attenzione sui profondi divari territoriali e sulla necessità di superare politiche pubbliche uniformi e inefficaci. Secondo la Fucci, è indispensabile costruire strategie differenziate, calibrate sulle specificità dei territori, per contrastare in modo efficace l’emorragia di capitale umano.
“Questi dati – sottolinea Beatrice Fucci – fotografano solo in parte la pressione a cui sono sottoposte le aree interne a causa dell’emigrazione, che è in realtà più imponente di quanto emerga dalle statistiche ufficiali. I dati non intercettano infatti gli spostamenti senza cambio di residenza, molto frequenti soprattutto tra i giovani, che procedono per tentativi, in particolare nelle prime fasi della carriera lavorativa”.
Fucci evidenzia inoltre un cambio di paradigma nei processi migratori: “Siamo abituati a immaginare l’emigrazione in senso classico, con il Mezzogiorno che si sposta verso il Nord. Oggi, invece, assume un peso crescente il dualismo orizzontale, che spinge la popolazione più giovane dalle aree collinari e montane verso i grandi centri urbani e le zone costiere. È su questa dinamica che le politiche pubbliche devono essere ripensate”.
L’articolo ospita anche gli interventi di Mattia Vitiello del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Pietro Lunetto di FILEF, Francesco Gonnella, vicesindaco del Comune di Pescopagano, e Alessandro Guerrera di Easyvia, giovane imprenditore che, dopo la laurea in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi del Sannio, ha scelto di tornare a Pontelandolfo per fondare una start-up, dimostrando come l’inversione di tendenza sia possibile se sostenuta da politiche adeguate.
La sua esperienza era stata raccontata anche in occasione degli Stati Generali delle Aree Interne di Eitalía, svoltisi lo scorso ottobre al Musa. Il contributo di Futuridea e l’intervento di Maria Beatrice Fucci rappresentano un richiamo forte alla politica nazionale e locale: senza una strategia seria, differenziata e territoriale, lo spopolamento continuerà a privare il Paese delle sue energie migliori, compromettendo il futuro di intere aree.



