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CRONACA

Consiglio provinciale ‘aperto’ e piuttosto teso

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E’ in un clima non proprio tranquillo che si sta svolgendo il Consiglio provinciale ‘aperto’, convocato in tutta urgenza a seguito dell’ordinanza emanata venerdì dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro con l’obiettivo di svuotare rapidamente i magazzini degli Stir (ovvero gli impianti ex Cdr dove la spazzatura viene selezionata e trattata) per consentire agli autocompattatori di sversare e così ripulire le strade di Napoli e della provincia. La frazione umida trattata sta finendo nelle discariche di Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e San Tammaro, rispettivamente nelle province di Benevento, Avellino e Caserta.

E’ un dato di fatto ancora che dalla Regione abbiano fatto sapere alle società che gestiscono i tre invasi che bisogna garantire l’apertura anche nelle festività, in modo da evitare ci sia una rallentamento a catena e che i rifiuti restino lungo le strade. Ma nei prossimi giorni dovrebbero essere intensificati anche i trasferimenti fuori regione mentre il commissario ad acta dovrebbe proseguire l’attività per la definizione dell’apertura di cinque nuove discariche nel napoletano. Apertura ipotizzata che già sta scatenando polemiche e proteste, soprattutto da parte di alcune popolazioni che a lungo hanno patito disagi per la presenza di sversatoi sia legali ed abusivi.

Siamo arrivati al terzo giorno degli sversamenti questa mattina per arginare le barricate, che erano già state annunciate per le otto di mattina, i tir provenienti da Tufino, sembrano che oggi siano stati quattro, sono entrati per conferire in discarica alle prime luci dell’alba. Un escamotage che non è andato giù ai comitati e ai cittadini del posto. Un ennesima presa in giro, di cui si accusa anche la provincia, per aver fatto promesse, come quella della chiusura domenicale della discarica o l’inibizione dello stir di Casalduni ai rifiuti napoletani, che stanno invece arrivando. promesse che sapeva di non poter mantenere. E i cittadini che per tre giorni sono stati sotto il sole cocente per cercare di fermare i tir, è sembrato solo un imbonimento, per usare un eufemismo.

Intanto, stamattina a Sant’Arcangelo è soprattutto la gente comune che sta battibeccando, a volta anche in maniera aspra, con gli esponenti istituzionali: la popolazione, infatti, si sente al centro di un vortice dal quale si stenta ad uscire, fermo restando che il principio di solidarietà risulta assolto in maniera abbondante. Di qui le proteste nei confronti degli amministratori provinciali. 

Messe all’angolo le istituzioni: il consiglio provinciale non era al completo, i sindaci presenti, malgrado l’invito del presidente Cimitile, pochi, di parlamentari presenti solo Constatino Boffa e Mino Izzo, di consiglieri regionali solo Del Basso De Caro.

"Si faccia chiarezza e si puniscano i responsabili dell’avvento di questa discarica a Sant’Arcangelo", l’appello del pirmo cittadino del posto Romeo Pisani, "diteci quale sarà la fine del nostro paese"

La discarica è piena quasi tutta di rifiuti napoletani. “Che cosa avete fatto per salvare il sannio?”, la domanda più ricorrente. “Ci state ammazzando, ci state togliendo la dignità”. Epiteti negativi sono stati rivolti anche alle forze dell’ordine e al Prefetto, per il loro prestarsi alla volontà di Napoli. Anche le donne e le mamme hanno fatto sentire la loro voce, denunciando la passività della Provincia e ricordando i malati di tumore di queste terre. Non sono mancate poi le spinte secessioniste che inviatavano a lasciare Napoli e creare una nuova regione.

Pochi i tentativi di replica da parte delle istituzioni alle parole dure, rese ancora più pesanti dall’acre puzza dei rifuti, che sotto il sole cocente acuivano ancora di più la gravità della situazione. Applausi per il consigliere Luca Ricciardi, che ha ammesso la legittimità e la dignità della voce dei cittadini. “Necessario un segnale di vicinanza, ricordando che la discarica non è un problema solo di Sant’Arcangelo ma dell’intero Sannio.”

La richiesta più pressante: “chiudere la discarica”. A breve si saprà come il consiglio provinciale delibererà.

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