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Qualità dell’acqua, Altrabenevento scrive ai consiglieri: “No all’aumento di capitale di Gesesa”

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“Il Consiglio Comunale per 4 mesi ha ignorato tutte le segnalazioni e le denunce sulla presenza di tetracloroetilene nell’acqua servita agli abitanti dei rioni Libertà, Ferrovia e Centro Storico. Il sindaco e gli assessori all’Ambiente e alle Opere Pubbliche dopo aver annunciato le solite inutili querele per procurato allarme, si sono limitati a sostenere che l’acqua risulta potabile (in realtà l’Arpac a dicembre 2018 ha trovato nel pozzo di Pietrafitta anche batteri coliformi, escherichia coli, pseudomonas aeruginosa), ma poi hanno dovuto riconoscere la “potenziale” contaminazione dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni da tetracloroetilene. Si tratta di un pericoloso inquinante, potenzialmente cancerogeno che nelle acque profonde si può trasformare anche in Cloruro di vinile, un prodotto tossico”. Così Altrabenevento e il Comitato Qualità dell’Acqua a Benevento in una lettera aperta inviata ai consiglieri comunali di Palazzo Mosri. La missiva è firmata da Sandra Sandrucci e Antonio Leone.

“Il Comune – aggiungono – ha pertanto chiesto alla Gesesa di effettuare ulteriori controlli ma la società che gestisce il servizio idrico, sempre molto lodata dal sindaco Mastella, si è dichiarata non disponibile pur avendo, invece, finanziato la illuminazione di alcuni monumenti, donato un autoveicolo ai Vigili Urbani e finanziato inutili e dispendiose campagne pubblicitarie nelle scuole. Quindi, il Comune, ente dissestato, ha dovuto impegnare la somma di 50.000 euro per effettuare altri controlli, peraltro inutili perché un laboratorio privato incaricato dalla stessa Gesesa, dopo l’allarme dell’Arpac di dicembre scorso, ha accertato il superamento della soglia di contaminazione da Tetracloroetilene per i due pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzone. Nonostante questo, i due pozzi che non hanno neppure la Concessione Definitiva della Provincia per l’emungimento e che il Piano D’Ambito del 2003 prevedeva di chiudere per la pessima qualità dell’acqua da sostituire con quella delle sorgenti di Serino, sono ancora utilizzati dalla Gesesa per servire il 58% della popolazione cittadina.

Dinanzi a questa drammatica situazione – scrivono -, il consiglio comunale è stato convocato per domani ma solo per deliberare l’aumento del capitale sociale della Gesesa, operazione che serve a tale società con il 58% di capitale privato di Acea, per puntare a diventare gestore di altri comuni. Per questa stessa ragione la Regione Campania ha assegnato i pozzi di San Salvatore Telesino alla Gesesa e si appresta a cedergli anche l’acquedotto campano-alifano per sostituire l’acqua buonissima delle sorgenti del Biferno (attualmente servita alla parte alta della città) con acqua “dura” e di scarsa qualità. Insomma, le mire espansionistiche di Acea-Gesesa, società a maggioranza privata, non hanno prodotto vantaggi per la qualità dell’acqua e del servizio a Benevento. Avremmo dovuto avere acqua buona di sorgente per tutta la città ed invece tra poco ci levano anche quella del Biferno.

Vi chiediamo quindi, per il vostro ruolo di rappresentanti del popolo – sottolineano Sandrucci e Leone -, di non considerare il servizio idrico come un “affare” e quindi di non votare l’aumento del capitale sociale di Gesesa e la contestuale rinuncia all’acquisizione di nuove quote da parte del Comune per consentire ad Acea di conservare la maggioranza. Ricordiamo che proprio il presidente del Consiglio, Luigi De Minico, a novembre scorso assicurava a mezzo stampa di aver concordato con Acea l’acquisto di quote da parte del Comune per circa 30.000 euro per consentire agli enti pubblici di riacquisire la maggioranza di Gesesa. Invece la delibera che oggi vi viene proposta, prevede ancora la maggioranza assoluta in mano ad Acea e tanto nonostante siano state avviate le procedure per un referendum consultivo contro la privatizzazione.

Vi chiediamo – concludono – di deliberare la chiusura dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni, anche al solo scopo di prevenzione e salvaguardia della salute dei cittadini, e di avviare una vertenza con la Regione Campania per l’aumento della fornitura di acqua del Biferno”.

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