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POLITICA

Mensa scolastica, #LaCittàdiTutti: “Ennesima marcia indietro dell’amministrazione”

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“Solo 4 mesi fa il sindaco Mastella sospendeva ‘d’autorità’ il servizio di refezione scolastica con la seguente motivazione: ‘dato l’attuale numero di utenti che effettivamente pagano il ticket della mensa e in conseguenza del sopravvenuto dissesto finanziario del Comune, l’Ente non potrà più garantire in futuro tale servizio che è a domanda individuale’. Oggi assistiamo  all’ennesima marcia indietro dell’Amministrazione che approva il regolamento che disciplina l’erogazione del servizio mensa nelle scuole cittadine e lo rende obbligatorio sperando così di garantire il numero di iscritti utili a sostenere il funzionamento della mensa”. Così Gianluca Vevoto e Maria Grazia Rumolo de “#LaCittàditutti” intervengono sulla vicenda della mensa scolastica del Comune di Benevento.

“Se da un lato – scrivono – tiriamo un sospiro di sollievo, come cittadini, sul fatto che il continuo processo di desertificazione e provincializzazione della nostra città, abbia al momento risparmiato il servizio mensa, servizio che, ricordiamo, oltre ad essere garantito anche nei più piccoli e disagiati centri del nostro Paese e anche un momento educativo ed aggregativo importante tramite il quale i bambini e le bambine, con i loro insegnanti, fanno esperienze che li aiutano a conoscersi, ad accettarsi, a superare le differenze, e a costruire insieme i modi della convivenza democratica, dall’altro siamo preoccupati per come sarà gestito il servizio nei prossimi mesi. A nostro giudizio, infatti, il regolamento è stato approvato con molto ritardo, quasi alla metà di luglio, in un periodo in cui di solito vengono invece predisposti i bandi per la gara di assegnazione del servizio. Questo fa pensare che, considerando i tempi tecnici per la stesura del bando, la valutazione delle offerte e l’assegnazione definitiva della gara, abbiamo di fronte il serio rischio di vedere erogato il servizio solo agli inizi del 2018, e quindi in ritardo di un trimestre contravvenendo, per quel periodo, all’obbligatorietà prevista dal bando. In questo periodo di possibile vacatio, come dovranno provvedere le famiglie? Con il panino da casa? Ma il regolamento lo proibisce.

Allora – spiegano – molto probabilmente non sarà erogato il tempo pieno con conseguente disagio per i genitori soprattutto se sono entrambi lavoratori? Inoltre da regolamento apprendiamo che l’assegnazione del servizio avverrà tramite il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo tipo di aggiudicazione offre una forte discrezionalità all’Ente nell’aggiudicazione della gara attraverso l’attribuzione di diversi pesi ai vari aspetti dell’offerta che viene presentata dai partecipanti alla gara. Non vorremmo che ci trovassimo davanti al tentativo di attuare la peggiore abitudine italiana del bando “estivo” con requisiti stringenti o “su misura”. Non è nostro costume criticare aprioristicamente, ma  preferiamo esternare le nostre osservazioni sulle azioni e non sulle intenzioni quindi attenderemo la pubblicazione del bando sperando che, quantomeno, recepisca quanto contenuto nel nuovo regolamento e prediligendo, quindi, la qualità e la salubrità del cibo rispetto alla mera valutazione economica del pasto giustificando magari la cosa con lo stato di dissesto ricordando che mangiare a scuola vuol dire anche arricchire il modello alimentare casalingo, attraverso nuovi sapori, gusti ed esperienze alimentari, gestendo le difficoltà di alcuni bambini nei confronti dei piatti mai assunti o di fronte a un gusto non gradito al primo assaggio.
La refezione scolastica – concludo Vevoto e Rumolo – è una componente fondamentale della didattica. Suggeriamo a tal proposito che, il bando favorisca, inserendolo come requisito premiante in termini di punteggio, chi utilizza prodotti a km 0: in tal modo, a nostro avviso, sarà possibile coniugare costi con qualità (oltre che tracciabilità del prodotto) e nello stesso tempo sostenere fattivamente le piccole aziende agro-alimentari del nostro territorio”.

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