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Comune di Benevento

Mensa, Farese e Sguera (M5S): “Mettiamo una buona volta dei punti fermi”

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“Il Comitato unico Mensa scolastica denunzia alcune criticità nella gestione della mensa che appare di fronte ad un’impasse, tra minacce velate da parte dell’Amministrazione e un sistema di controllo, affidato alla dottoressa Pedà che non è mai partito come ripetutamente promesso”. Così in una nota i portavoce del M5S al Comune di Benevento, Marianna Farese e Nicola Sguera.

“Il sindaco è tornato, però, sulla questione in un passaggio (poco commentato) durante il Consiglio comunale in cui si è deliberato il dissesto finanziario dell’Ente – proseguono i grillini -. Parlando di mensa scolastica, un servizio facoltativo presentato alle famiglie con un bando che prevedeva offerte al massimo ribasso, egli ha dichiarato che il 50% di coloro che ne usufruiscono non pagano la retta. Eppure l’iscrizione al servizio prevede il pagamento anticipato di 20 pasti. Ci troviamo di fronte a due scenari: o il sistema di controllo funziona male, e quindi il Comune si ritrova il mese successivo con pasti erogati dalla ditta ma non pagati dalle famiglie, che vengono avvisate in ritardo tramite sms, oppure il sistema funziona bene ma si chiude un occhio su alcune situazioni di morosità. In entrambi i casi ci rimettono le casse del Comune, e quindi dei cittadini.

In quello stesso discorso il sindaco ha pronunziato frasi ad effetto solo per portare acqua al proprio mulino (evocando ad esempio una presunta «violenza normativa») – spiegano Farese e Sguera -. Il M5S, che da mesi denunzia la pessima gestione dell’intera vicenda, ha indicato una direzione chiara: le famiglie liberamente possano poter scegliere, nell’ambito della propria libertà individuale ed in ossequio alle proprie responsabilità genitoriali, il pasto da far consumare ai propri figli durante il tempo mensa, all’interno delle scuole. È bene ricordare che il pasto preparato a casa o quello comprato da un rivenditore esterno, già di per sé assoggettato a tutti i controlli e alle responsabilità derivanti per legge, non possono creare concorrenza con la Quadrelle, non vantando quest’ultima alcuna forma esclusiva nella vendita del proprio servizio e nella gestione del refettorio scolastico (facoltativo).
Al sindaco chiediamo – aggiungono dal M5S – di rafforzare l’impegno e il contrasto affinché non ci siano evasori in questa città, e che quelli accertati possano avere un’identità tale da obbligarli al ravvedimento di ogni loro morosità; di verificare seriamente se i controlli si stiano o meno svolgendo, prendendo sul serio quanto scritto dal Comitato; di non perdere, invece, tempo a sindacare in alcun modo la natura e la tipologia dei pasti forniti ai minori da parte dei genitori, nell’ambito della loro libera e piena potestà genitoriale.

Intanto, mercoledì, all’interno del “question time”, si discuterà, tra le altre, un’interpellanza presentata dal M5S il 22 dicembre, a seguito dell’ispezione a sorpresa alla S. Angelo a Sasso – concludono Farese e Sguera-. In essa viene ricordata la sentenza n. 1049/16 della Corte d’Appello e le ordinanze cautelari – passate in giudicato – del Tribunale di Torino che hanno riconosciuto esercitabile il diritto al pasto da casa. E si sottolinea che le amministrazioni comunali sono soggetti terzi rispetto alla vita scolastica e prive di poteri di intervento sull’autonomia organizzativa del dirigente scolastico. Che il Dirigente Scolastico è, unitamente agli organi collegiali, responsabile della gestione dell’istituto nell’interazione gli Enti locali a garanzia della libertà di scelta educativa delle famiglie; che non esiste alcuna norma di legge o di regolamento, regionale, nazionale o comunitaria, che vieti l’uso promiscuo dei refettori scolastici; che la normativa vigente in materia di sicurezza alimentare non si applica alle famiglie ed il semplice consumo in ambiti scolastici di alimenti portati da casa non comporta l’obbligo di controllo ufficiale da parte del SIAN (Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione) e ricade sotto la responsabilità dei genitori. Dunque si è chiesto all’Assessore competente e al Sindaco chi ha ordinato l’intervento, percepito dai docenti e dalle famiglie come vessatorio. Ricordiamo, infine, al sindaco che, a fronte della “minaccia” da parte di un D.S. nell’imminenza delle vacanze natalizie di vietare qualunque forma di refezione che non fosse la mensa scolastica, un nutrito gruppo di famiglie, supportate da avvocati, ha presentato una diffida che ha indotto il D.S. in questione a recedere rispetto al proprio intento”.

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