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Sindacati

Intesa Alto Calore-Gesesa, interviene Bosco (Uil)

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A proposito delle intese Alto Calore-Gesesa, per la Uil Avellino/Benevento vanno garantiti tre fattori principali: la pubblicità dell’acqua e della sua gestione; il costo del servizio dovrà essere alla portata di tutti; la salvaguardia dei livelli occupazioni.

E’ questo l’esclusivo pensiero di Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, a proposito di quanto si legge sulla stampa negli ultimi giorni. Nei giorni scorsi, – si legge in un comunicato – Fioravante Bosco ha addirittura ricevuto critiche dai due Rsu UilTec dell’Alto Calore (la categoria sindacale che organizza i lavoratori degli acquedotti), Giancarlo Preziuso e Vito Guerriero, per via della distorsione del pensiero espresso sulla questione. La proprietà dell’acqua è ovvio che resta pubblica, ma qui stiamo discutendo della gestione del servizio di distribuzione dell’acqua, della manutenzione delle reti e della fatturazione dei costi.

Se in questa partita entrano anche capitali privati, che nel caso di Alto Calore-Gesesa sarebbero di minoranza, non può che far bene. Insomma, avere un’azienda di gestione dell’acqua pubblica che sia snella ed efficiente non può che tornare utile all’utenza. Altrimenti non faremmo altro che creare un carrozzone privo di ogni possibilità di essere sul mercato e di utilizzare criteri di economicità, efficienza ed efficacia, col risultato che il costo dell’acqua nella provincia di Benevento salirebbe a livelli insostenibili. Invece, la politica – quella vera – e l’esperienza dei due amministratori di Alto Calore e Gesesa devono fare sintesi, e lungi dal ragionare con riserve mentali legate al campanilismo, trovare soluzioni condivise per centrare quei tre obiettivi cari alla Uil Avellino/Benevento, dei quali si parlava in premessa.

“Quando mi tirano per la giacca – osserva Fioravante Bosco – per parlare di area vasta e degli accordi che necessariamente dovranno stipulare i territori di Avellino e Benevento per gestire i servizi a ogni livello, sottolineo sempre che non tutto potrà andare in Irpinia, altrimenti si dovrebbe parlare non di intese ma di accoppamento del Sannio. Basti pensare a quelle che saranno le scelte da fare per la Camera di commercio (prossime), per la Prefettura, la Questura e il Comando vigili del fuoco (progetto che fortunatamente per ora è stato accantonato).

Spopolare il territorio di ogni istituzione centrale e locale sarebbe un errore imperdonabile che esporre il Sannio a morte sicura per via delle regressioni in termini demografici e occupazionali che ne scaturirebbero. E, per tornare alla questione dell’acqua, non escludo affatto che Gesesa possa assumere quel ruolo di leadership nel settore, che per l’Irpinia non sarebbe una iattura, visti i 138 milioni di euro di debiti accumulati da Alto Calore, proprio perché l’alternanza nella scelta ove alloccare le istituzioni e le aziende deve essere vissuta come un’opportunità, e non come una diminutio di interessi egoistici e locali”

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