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Tammaro

GAL e Università insieme per lanciare il “brand” Alto Tammaro

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Il Gal ha come obiettivo strategico la valorizzazione dell’Alto Tammaro come nicchia ambientale, attività che si specifica nell’intervento 2.1 a della misura 411 (ricerca destinata a censire le diversità vegetali autoctone e gli allevamenti). A tale scopo, in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio, ha attivato due specifiche ricerche.

Una mira all’individuazione delle diversità vegetali autoctone e ad un censimento degli allevamenti, l’altra ha come oggetto di studio la biodiversità non prettamente agricola, ovvero quella interpretata dai prodotti del bosco e del sottobosco.

Altra misura vede GAL e Università a stretta collaborazione è la 124 del P.S.R., destinata alla Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo-alimentare e in quello forestale. l’Università degli Studi del Sannio svolge infatti il ruolo di capofila di 4 ATS (associazioni temporanee di scopo) che hanno risposto a questo bando e che hanno avuto quindi accesso ai finanziamenti proposti.

Massimo Di Tocco, coordinatore del GAL Alto Tammaro, ha ricordato che “i nostri territori sono ricchi di tanti prodotti ma poco conosciuti. Lo scopo del GAL attraverso questi progetti è proprio quello di far conoscere tutto ciò che c’è di buono nella nostra terra.” I progetti infatti sono tutti ispirati e dedicati a eccellenze di questo territorio.

– Nel progetto Str.E.G.A.Ta – Strategie produttive per la valorizzazione dell’Elaiocoltura nel Gal Alto Tammaro – l’obiettivo nell’olivicoltura e conseguente produzione dell’olio è quello di caratterizzare le varietà autoctone, individuare le loro caratteristiche di pregio nutrizionale e organolettico e individuare le specificità legate al territorio dell’Alto Tammaro, per favorire una maggiore competitività di mercato. Prendono parte al progetto l’ Azienda Mancini Adriano che avrà il compito di identificare piante mono varietali e l’ Azienda agricola De Angelis Giuseppe che creerà un prodotto non solo privo di difetti ma che vada ad esprimere tutta una gamma di flavor che lo identifichino al territorio, mentre il Frantoio oleario Rossetti di Nadia Rossetti & C. e l’Industria Olearia Biagio Mataluni trasformeranno le olive secondo tecniche innovative producendo olio extra vergine di oliva monovarietale e esalteranno le caratteristiche qualitative ed organolettiche degli oli extravergini, conservandone le qualità funzionali.

– apicoltura e miele sono il fulcro del progetto Val.Miel.A.Ta – Valorizzazione e tipizzazione della flora e dei mieli dell’Alto Tammaro – che si prefigge di fornire un supporto tecnico-scientifico alle aziende apistiche mediante il trasferimento delle innovazioni e dei risultati della ricerca, oltre ad ottenere un marchio aziendale con redazione del disciplinare di produzione. L’ Azienda Vignogna Angelo effettuerà il pascolo in diverse aree dell’Alto Tammaro durante la campagna di produzione del foraggio di “sulla”, particolarmente utilizzato in questo territorio per la produzione di fieno per gli animali, e lavorerà il miele nel laboratorio aziendale autorizzato dall’ASL.

Pro.s.c.i.u.t.ti – Produzione di Suino Chiaro in un Territorio Tipico – è un progetto che si propone di valorizzare il suino chiaro ibrido del Sannio, migliorando l’efficienza produttiva e creando una rete commerciale con la ristorazione di qualità e gli agriturismi del territorio del GAL Alto Tammaro. Le aziende partecipanti sono l’Azienda agricola Martino Bernardino Gerardo, che incentiverà l’allevamento di una nuova linea genetica di suino chiaro, l’Azienda Agricola di Di Nunzio Antonio che svilupperà un allevamento di tipo semibrado e l’ Azienda Agricola Falaguerra Eugenio, che trasformerà i tagli di carne ottenuti dall’allevamento del suino nelle aziende suddette in salumi e prosciutti stagionati.

– un’identificazione qualitativa e quantitativa delle produzioni cerealicole locali nel progetto Bio.Pas.Ta. – Biodiversità e Produzione della Pasta nell’Alto Tammaro – confrontandole con le produzioni cerealicole nazionali e internazionali, ha il fine di evidenziare caratteristiche organolettiche specifiche legate al Territorio, permettendo di recuperare tipologie ad alto valore proteico e di rinnovare alcune varietà genetiche di grano duro che rappresentano la storia del territorio. L’azienda agricola di Di Fiore Carmina recupererà alcune varietà di Grano duro come il Saragolla, Pasta Orsillo di Orsillo Angelo effettuerà prove sperimentali di produzione di pasta fresca con semole di grano duro autoctono, coltivato in aziende cerealicole dell’Alto Tammaro e La società Rummo S.p.A realizzerà analisi qualitative e prove sperimentali.

“Quattro progetti che nascono dal basso, cioè condivisi con il territorio, sulle necessità di promuovere la qualità su filiere che già sono presenti ma che vanno messe a punto e soprattutto per valorizzare le eccellenze del territorio del GAL” ha dichiarato Il Prof. Ettore Varricchio, responsabile scientifico di due progetti. Per ognuno di questi, l’obiettivo è di proporre un “brand” tipico attraverso uno studio genetico e organolettico approfondito, con idee di riciclo ed ecosostenibilità. Le quattro filiere dovranno intersecarsi e mirare alla creazione di un sistema completo, offrendo un volto nuovo alle produzioni locali ma soprattutto all’ambiente “Alto Tammaro”.

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