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Manifatture e nuova PAC: i tabacchicoltori sanniti manifestano a Roma

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La diminuzione della produzione tabacchicola italiana, verificatasi negli ultimi anni, desta seria preoccupazione nella filiera italiana del tabacco. E’ stata la mancata remunerazione del prodotto, verificatasi negli ultimi anni a far diminuire fortemente sia il numero di produttori che la quantità di prodotto. A comunicarlo in una nota è la CIA, Confederazione Italiana Agricoltori di Benevento.

Conseguenza di tutto ciò – scrive – è che sia l’occupazione che l’economia di intere zone, tra cui il Sannio e la Campania, risultano penalizzate. La produzione 2013 si annuncia ancora più ridotta, si assiste infatti alla possibilità che, a fine consegne, la produzione scenda al di sotto dei 500.000 quintali a livello nazionale e a meno di 40.000 quintali nel Sannio.

Varietà pregiate, come quella utilizzata per il sigaro toscano (varietà Kentucky), – aggiunge nel comunicato – rischiano di scomparire dalla coltivazione in Campania.

La necessità di invertire questa tendenza è stata ribadita dai produttori accorsi a Roma per richiedere a gran voce gli accordi con le manifatture e la richiesta di importanti risorse che dovranno venire dalla riformata PAC (Politica Agricola Comunitaria).

L’incontro della filiera con le istituzioni e le forze sociali e politiche è stato organizzato da Agrinsieme (il coordinamento tra CIA, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Agroalimentare) ed UNITAB (Unione Italiana Tabacchicoltori) e si è svolto a Roma ed aveva lo scopo di dare risposte definitive alla ripresa della tabacchicoltura italiana che sta attraversando un momento di grande difficoltà.

La Politica Agricola Comunitaria fortemente rinnovata – sottolinea – dovrà dare le risposte ai produttori affinchè si possa avere quella inversione di tendenza, finora molto negativa, registrata dalla produzione italiana già a partire dal 2014.

A questo proposito è necessario che si predispongano misure specifiche verso la produzione, il lavoro, le Organizzazioni di Produttori anche nell’ambito dello Sviluppo Rurale al fine di creare le condizioni per garantire un reale sviluppo alla filiera tutta.

Elemento ritenuto fondamentale dal mondo della produzione è quello dei cosiddetti “accordi di programma” che, stipulati tra produttori e manifatture, devono rispettare impegni assunti reciprocamente e mettere sullo stesso piano le varie componenti della produzione.

Su questi temi UNITAB ed Agrinsieme – conclude la CIA – hanno chiesto un’azione incisiva da parte di tutti chiedendo impegni chiari e concreti per le aziende produttrici di tabacco.

Non ultimo è stata ribadita la necessità della definizione di un Piano Nazionale del Tabacco che serva per una concreta ristrutturazione di tutta la filiera ma soprattutto per dare quelle risposte che i produttori attendono da anni e che sono la condizione per continuare, anche attraverso un’adeguata ripresa, la coltivazione del tabacco.

Non tutti hanno dimostrato adeguata sensibilità verso le legittime aspettative dei produttori soprattutto qualche componente istituzionale che ha ritenuto più impellenti altri impegni nella giornata”.

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