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POLITICA

Riordino Province, Capocefalo: “Andavano ridotte le competenze delle Regioni”

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“Dopo la bocciatura da parte della corte costituzionale della legge di riordino delle province, il governo di larghe intese ricorre alla modifica della costituzione per cancellare la parola ‘provincia’ dalla nostra carta costituzionale. Da ciò si desume, secondo il governo, che il problema dell’Italia e la sua crisi siano attribuibili alle province. Tale assunto non ci trova d’accordo perché non corrisponde al vero”. Lo afferma in una nota l’ex consigliere provinciale Spartico Capocefalo.

“Se invece la compagine governativa avesse proposto il riordino nell’ambito dell’intera riforma costituzionale – aggiunge Capocefalo – avrebbe trovato sicuramente maggiore consenso.

Il governo invece, per dare in pasto all’opinione pubblica la volontà di riduzione delle spese, tenta di cancellare 150 anni di storia mentre a nostro parere andavano eliminate altri enti; in primis la Regione che è un vero centro di potere e di spese di cui tutti noi ne sopportiamo le conseguenze. Il recente scandalo dei rimborsi testimania che vi sono diversi Fiorito e pertanto sarebbe stato necessario la loro soppressione invece si cancella l’anello più debole in dispregio all’art. 5 della nostra costituzione che promuove il decentramento amministrativo.

Certamente la celerità del governo, che ha inteso eliminare mediante un disegno costituzionale le province, – continua l’ex consigliere provinciale – testimonia la propria incapacità di presentare una proposta organica di riforma dello Stato.

A mio parere andavano potenziate le competenze delle province e ridurre le competenza delle Regioni. Ciò nonostante una domanda è d’obbligo: quanto tempo dovremo attendere per la soppresisone dellle province se l’iter costituzionale intrapreso ex art. 138 cost. prevede anche la possibilità del referendum? pensare che il ministro che ne propose la soppressione per decreto legge (bocciato dalla consulta) ora addirittura è sottosegretario alla presidenza del Consiglio ci induce a ritenere che questa volta si farà sul serio? e quanto tempo dovremmo essere amministrati da commissari? Al popolo – conclude Capocefalo – l’ardua sentenza”.

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