Salute
Fisioterapia, a Benevento due giorni di formazione sulla terapia manuale
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A Benevento si è tenuta un’intensa due giorni di formazione e confronto sull’evoluzione del fisioterapista nella terapia manuale. Organizzato dall’Ordine Interprovinciale di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta, presieduto da Paolo Esposito, l’evento ha riunito professionisti ed esperti del settore per fare il punto su una professione in continua evoluzione.
Nel suo intervento, il presidente Paolo Esposito ha sottolineato l’importanza della formazione continua per i fisioterapisti. Proprio per questo motivo l’Ordine, sin dalla sua istituzione, ha già organizzato numerosi corsi ECM in tutte le province di competenza.
Molto sentito tra i presenti è stato il passaggio dedicato alla piaga dell’abusivismo professionale, fenomeno che da sempre interessa in modo particolare il settore della fisioterapia.
«Si tratta di un fenomeno – ha affermato Esposito – che in Italia e in Campania si sta contrastando con maggiore efficacia proprio da quando sono stati istituiti la FNOFI e gli Ordini territoriali. È una piaga sanitaria e sociale che deve essere debellata quanto prima perché ne va di mezzo la salute e persino la vita dei cittadini».
La terapia manuale, è bene sottolinearlo, non ripara strutture, ma dialoga con il sistema nervoso del paziente. Il tocco della mano rappresenta un input sensoriale capace di trasformare l’esperienza del dolore, agendo direttamente sulle aspettative e sulla percezione del paziente, ben oltre la semplice dimensione meccanica.
Al centro del dibattito vi è stata l’evoluzione della figura del fisioterapista come professionista clinico in grado di guidare il paziente attraverso un percorso di cura personalizzato e fondato sulle evidenze scientifiche.
Uno dei momenti chiave dell’evento è stato l’intervento del dott. Raffaele Polcaro, incentrato sul ruolo cruciale del fisioterapista nell’interpretazione del dolore attraverso il modello biopsicosociale.
Polcaro ha evidenziato come il dolore non sia soltanto la conseguenza di un danno tissutale periferico, ma un’esperienza complessa nella quale i fattori biologici si intrecciano inevitabilmente con la sfera psicologica ed emotiva del paziente, oltre che con il suo contesto sociale.
«Questo incontro – ha sottolineato il dott. Polcaro – è stato molto importante perché noi fisioterapisti ci relazioniamo quotidianamente con il dolore e quindi è fondamentale conoscere quali siano i principi della nostra manualità, gli effetti neurofisiologici oltre a quelli biomeccanici che apportiamo nei pazienti. Inoltre è stato molto costruttivo confrontarsi con colleghi provenienti da diverse province della Campania su un tema così rilevante per la nostra professione».
Di particolare interesse scientifico è stato anche il contributo della dott.ssa Roberta La Marca durante le sessioni pratiche. La professionista ha ribadito l’importanza dello screening for referral, ovvero il processo di valutazione volto a identificare possibili patologie non strettamente riconducibili all’ambito fisioterapico, le cosiddette “red flags”, presentando inoltre un approfondimento dedicato alla gestione del gomito rigido.
«Sono molto contenta – ha affermato la dott.ssa La Marca – di aver partecipato a queste giornate di formazione con una relazione sull’importanza dello screening for referral nei pazienti con dolore e disfunzione dell’arto superiore. Sempre più spesso rappresentiamo il primo contatto sanitario con il paziente e quindi è nostro dovere saper riconoscere quei sintomi che potrebbero non essere riconducibili a una patologia muscoloscheletrica, ma a condizioni più gravi che richiedono ulteriori approfondimenti medici».
Lorenzo Zoino, moderatore dell’evento, ha evidenziato come il corso abbia contribuito anche a sfatare numerosi falsi miti legati alla terapia manuale. «Abbiamo visto – ha dichiarato il dott. Zoino – quali sono le tutele legali per il professionista e per il paziente, quando è opportuno applicare la terapia manuale e quando invece non lo è. Attraverso casi pratici abbiamo approfondito l’applicazione clinica della terapia manuale nel distretto lombare, cervicale e negli arti superiori e inferiori».
A fare gli onori di casa è stata Maddalena Garofano, consigliere dell’Ordine dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta. «Un particolare saluto va ai nostri colleghi che hanno partecipato numerosi, mostrando interesse e interagendo costantemente con i relatori. Ci sono stati molti momenti di confronto e di crescita professionale», ha dichiarato.
L’appuntamento di Benevento si è confermato un momento di crescita fondamentale per la comunità dei fisioterapisti, tracciando la rotta verso una professione sempre più integrata nel sistema sanitario e sempre più focalizzata sul benessere globale della persona.




