Scuola
Mensa scolastica, genitori all’attacco: “Silenzio assordante di Comune e ASL, a rischio qualità e sicurezza del servizio”
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“Siamo costretti, nostro malgrado, a evidenziare ancora una volta il silenzio del Comune di Benevento e dell’ASL sulla questione della refezione scolastica. Un silenzio – scrivono i rappresentanti dei genitori della Commissione Mensa – che non contribuisce a ripristinare il rapporto di fiducia con le famiglie.
Nella Commissione Mensa tenuta lo scorso 27 febbraio, abbiamo chiesto al Comune di Benevento di darci informazioni sulla chiusura del Centro Cottura di Ceppaloni, nei giorni che vanno dal 13 al 17 febbraio, da parte dell’ASL di Benevento e ci è stato risposto che il Comune non aveva ancora copia dei verbali redatti dall’ASL sulle mancanze riscontrate, né sulle verifiche effettuate che hanno poi portato alla riapertura del Centro.
Abbiamo poi chiesto al Comune di soffermarsi su alcune questioni, a nostro avviso ancora più rilevanti e significative, al fine di garantire un servizio qualitativamente rispondente alla normativa in materia: verifica del layout aziendale, ovvero delle metrature e dell’organizzazione degli spazi del centro cottura, allo scopo di garantire una netta separazione degli spazi destinati alla cucina celiaca, nonché una separazione evidente degli spazi destinati alla cottura da quelli destinati al lavaggio e al confezionamento; e infine verifica del diagramma di lavorazione, in modo da garantire la separazione dello “sporco” dal “pulito”. Abbiamo altresì chiesto al Comune di darci riscontro sulla strumentazione utilizzata per la distribuzione delle pietanze nelle scuole: ad oggi, nei vari accessi svolti presso i refettori, abbiamo riscontrato l’utilizzo esclusivo di contenitori obsoleti e non sigillati, al punto che, per prevenire la dispersione di sughi e liquidi, questi vengono riposti in buste di plastica, diversamente da quanto previsto dalle Linee di Indirizzo in materia della Regione Campania (cfr. C.Ri.P.A.T.).
Infine, abbiamo chiesto di verificare le cause del mancato rispetto da parte della ditta di numerosi punti esplicitati nel capitolato allegato al bando di gara nonché nella relazione tecnica esibita dalla ditta stessa: pane e frutta non correttamente imbustati; distribuzione della Food Bag destinata a prevenire gli sprechi; realizzazione ed attuazione di programmi di educazione alimentare destinati agli alunni, ai docenti e ai genitori; somministrazione di questionari di gradimento… solo per citarne alcuni. Attendevamo risposte!
Invece il Comune, nella successiva seduta tenuta lo scorso 26 marzo, dopo oltre un mese, non ci ha fornito alcun riscontro in merito, né, a fronte della nostra richiesta di diffondere il contenuto dei verbali redatti dall’ASL in occasione delle ispezioni, è stato in grado di darci una risposta, limitandosi ad asserire che è in corso una corrispondenza con l’ASL ma, ad oggi, senza alcun risultato concreto, in quanto non è ancora in possesso dei verbali, perché l’ASL di Benevento non risponde a nessuna richiesta.
Del resto, anche i Rappresentanti dei genitori in seno alla Commissione Mensa avevano inviato una richiesta all’ASL, chiedendo di verificare che tutte le norme inerenti il layout aziendale del Centro Cottura fossero rispettate: anche in questo caso l’ASL ha ritenuto di non dare alcun riscontro.
Ancora dobbiamo segnalare che, anche di fronte all’ennesimo episodio increscioso di mancata igiene verificatosi nei giorni scorsi in una delle scuole della città — e cioè il ritrovamento di un capello in uno dei piatti serviti — il Comune non fornisce alcuna risposta concreta. Riteniamo che tutto questo silenzio sia assordante!
Abbiamo appreso, infine, che il Comune ha svolto nei giorni scorsi un controllo presso la mensa di una scuola cittadina, riscontrando la presenza di frutta visibilmente sporca. Al termine della commissione di marzo, i genitori della Commissione Mensa si chiedono se ci sia qualcuno, in questa città, che sia realmente interessato alla questione della refezione scolastica: di sicuro non sembrano esserlo il Comune e l’ASL, unici garanti — almeno in linea teorica — di un servizio destinato a una platea di bambini, talvolta anche molto piccoli. Un’indifferenza che non si può più ignorare, né tantomeno accettare”.




