AMBIENTE
Benevento, nel 2025 polveri sottili entro i limiti ma occorre fare di più per raggiungere i nuovi standard
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Un’aria “borderline”: sufficiente per i parametri attuali, ma non per il prossimo futuro. È questa la fotografia scattata su Benevento dal nuovo report di Legambiente “Mal’Aria di città 2026”, che ha analizzato i dati raccolti dalle centraline ARPAC nel corso del 2025. Sebbene il capoluogo sannita non superi i limiti di legge vigenti, il confronto con i nuovi standard europei previsti per il 2030 rivela quanto la strada verso la “decarbonizzazione” urbana sia ancora lunga.
Per quanto riguarda il PM10, la normativa attuale fissa il limite a 35 sforamenti annui della soglia giornaliera (50 µg/m³). Benevento ha chiuso il 2025 con 22 sforamenti e una media annua di 26 µg/m³. Il vero problema sorge guardando al 2030: la nuova Direttiva Quadro Aria imporrà un limite medio annuo di 20 µg/m³. Per rientrarci, Benevento dovrà tagliare le proprie emissioni del 25%. Un dato che la colloca, tra i capoluoghi campani, subito dopo Napoli (che necessita di un taglio del 30%).
La situazione si fa critica analizzando il PM2.5, il particolato più fine capace di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. Il capolugoo sannità dovrà abbattere entro sei anni le concentrazione del 41%: l’anno scorso si è registrato un valore di 17 µg/m³ – al di sotto del limite attuale di 25 – ma lontano ai 10 previsti dalla nuova direttiva.
L’unica nota lieta arriva dal Biossido di Azoto (NO₂), inquinante legato principalmente al traffico e ai processi di combustione. Con una media di 18 µg/m³, Benevento è l’unico capoluogo campano (insieme ad Avellino e Caserta) a trovarsi già sotto il limite futuro di 20 µg/m³. In questo parametro, la città appare molto meno congestionata rispetto a Napoli, che deve invece ridurre le sue emissioni di quasi il 50%.
Per evitare che la qualità dell’aria resti legata solo ai “capricci” del meteo, Legambiente Campania chiede interventi strutturali immediati. Mobilità Sostenibile: potenziare il trasporto pubblico locale (TPL) con maggiore frequenza e capillarità, introducendo navette e servizi a chiamata per le zone meno servite; Shift Modale: Incentivare l’uso di bike sharing e car sharing attraverso agevolazioni tariffarie che includano anche le periferie; Spazio Urbano: Implementare Zone a Basse Emissioni (LEZ) efficaci e il modello “Città 30” per ridurre la velocità e il volume del traffico; Logistica “Green”: Regolamentare le consegne dell’ultimo miglio con veicoli elettrici e micro-hub urbani; Riscaldamento ed Efficientamento: Accelerare la sostituzione degli impianti termici più inquinanti e migliorare l’efficienza energetica degli edifici; Monitoraggio: Aggiornare costantemente la rete di centraline per garantire trasparenza totale sui dati ai cittadini.


