PRIMO PIANO
C’è l’ufficialità dalla Santa Sede: l’arcivescovo Accrocca va ad Assisi. Il vicario Iampietro delegato ‘ad omnia’ a Benevento
Ascolta la lettura dell'articolo
È ufficiale: Papa Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, unite in persona Episcopi, presentata da monsignor Domenico Sorrentino, e ha nominato nuovo vescovo monsignor Felice Accrocca, finora Arcivescovo Metropolita di Benevento. Le due sedi umbre vengono nuovamente unite in persona Episcopi, mantenendo ad Accrocca il titolo di Arcivescovo ad personam.
Monsignor Accrocca, nato il 2 dicembre 1959 a Cori, in provincia di Latina, è stato ordinato sacerdote nel 1986. Laureato in Lettere alla Sapienza di Roma e dottore in Storia ecclesiastica alla Pontificia Università Gregoriana, ha svolto numerosi incarichi pastorali e accademici, tra cui quello di docente di Storia della Chiesa medievale alla Gregoriana. È membro del Dicastero delle Cause dei Santi e, in seno alla CEI, della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese.
Eletto Arcivescovo Metropolita di Benevento il 18 febbraio 2016, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 15 maggio successivo, guidando per quasi dieci anni la Chiesa beneventana.
L’annuncio in Cattedrale
L’annuncio ufficiale è stato dato oggi alle 12 in Cattedrale, al termine di un momento di intensa partecipazione e commozione. Accrocca ha ricordato una richiesta fatta ai fedeli nel 2017, durante la festa di San Felice: «Vi chiesi di pregare per me per tre cose: che il Signore non mi facesse fare guai troppo grossi, che mi mantenesse sereno e che non spegnesse mai il sorriso sulle mie labbra. Ve lo chiedo ancora».
L’Arcivescovo resterà amministratore diocesano di Benevento fino alla presa di possesso della nuova diocesi umbra. Ha già nominato monsignor Francesco Iampietro, già vicario generale, delegato ad omnia, con tutte le facoltà previste dalla normativa canonica.
Il saluto della Chiesa beneventana
A nome della Chiesa locale è intervenuto proprio monsignor Iampietro, che ha sintetizzato il sentimento comune in due parole: «Grazie e auguri».
«Ci ha insegnato la sobrietà, non solo nel vestire o nel rapporto con le cose, ma anche nelle parole – ha detto –. Si è speso totalmente per il bene della nostra Chiesa: l’attenzione agli ultimi, le visite frequenti al carcere, la presenza costante nelle parrocchie». Particolarmente sottolineata la testimonianza di distacco dai beni materiali e lo stile improntato alla misericordia e alla riconciliazione: «Nei momenti difficili non ha mai ripagato con la stessa moneta, ma ha cercato sempre il dialogo. Ci ha trattato sempre con rispetto e con lealtà».
«L’unica cosa che rende meno amaro questo momento – ha aggiunto – è la consapevolezza che andrà a svolgere il suo ministero nella terra di San Francesco».
Le parole di Accrocca
Visibilmente emozionato, Accrocca ha ricordato le paure iniziali del suo arrivo a Benevento:
«Credevo che non sarei riuscito a sopravvivere serenamente neppure tre mesi. Invece ho trascorso qui la maggior parte del mio episcopato con serenità, nonostante le difficoltà».
Ha parlato di legami profondi, di amicizie nate nel tempo e dell’affetto ricevuto dalla comunità: «Quello che ho ricevuto è stato tanto. Il fatto che oggi siate qui in tanti è il segno di un legame che si è costruito».
Rivolgendosi alla nuova missione, ha espresso fiducia e speranza, ricordando la responsabilità di essere vescovo nella terra di San Francesco: «Spero di essere all’altezza del compito, di non fare danni troppo grossi, di rimanere sereno e di non perdere il sorriso».
Infine, un pensiero che lega per sempre Benevento al suo ministero: «Questa terra l’ho sentita davvero mia, è la mia e lo rimarrà. Ho davvero amato questa terra e vi ho voluto bene. E sono convinto che tanti di voi me ne abbiano voluto ancora di più».



