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Libera Benevento ricorda Piersanti Mattarella: “Il suo sacrificio resti un faro per la democrazia”
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l 6 gennaio 1980 veniva assassinato a Palermo Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana. A distanza di anni, Libera Benevento ne ricorda la figura e la testimonianza politica, nel giorno dell’Epifania, sottolineando il valore di una vita spesa al servizio delle istituzioni e delle comunità.
Mattarella, quella mattina, si stava recando in chiesa senza scorta: aveva voluto che gli agenti trascorressero la giornata festiva con le proprie famiglie. Una scelta che, ricorda Libera, testimonia una concezione sobria e autentica del ruolo pubblico, ben lontana da chi considera la scorta uno status symbol o una semplice comodità.
La sua azione politica fu caratterizzata da una lotta netta contro la mafia e contro gli intrecci perversi tra politica, economia, criminalità organizzata e massoneria, sistemi che – secondo l’associazione – hanno prodotto vere e proprie dittature economiche e sociali, con gravi conseguenze anche sul piano ambientale.
Cristiano e democratico autentico, Mattarella era profondamente legato ai valori della cultura cattolica popolare ed era capace di dialogo costruttivo anche con forze politiche diverse, come il Partito Comunista Siciliano. Amico di Pio La Torre, operò in anni in cui chi rappresentava un ostacolo ai sistemi di potere veniva eliminato perché non corruttibile.
Nel richiamare quella stagione, Libera Benevento accosta il sacrificio di Mattarella a quello di altri esponenti politici uccisi in democrazia, tra cui i beneventani Delcogliano e Biscardi, ricordando come il loro esempio debba restare un monito contro una politica opportunistica, clientelare, familistica e, in alcuni casi, “monarchica”.
Una politica – si legge – che rischia di rendere comunità e territori prigionieri di una condizione di sudditanza permanente, alimentata da lotte di potere interne, faide trasversali e dinamiche autoreferenziali che allontanano i cittadini dai partiti e dalla partecipazione democratica.
Il richiamo alla responsabilità è rivolto a tutti coloro che oggi ricoprono ruoli istituzionali: «Chi ha pagato con la vita per difendere la democrazia – sottolinea Libera – richiama ciascuno di noi a garantire un’alta qualità della rappresentanza democratica». Un messaggio ribadito anche nel ricordo recente del giornalista Pippo Fava, ucciso dalla mafia catanese.
L’auspicio finale dell’associazione è che l’esempio di Mattarella, insieme a quello di Delcogliano, Iermano, La Torre, Biscardi, Beneventano e di tutti i martiri della democrazia, possa rappresentare un riferimento anche per il nuovo presidente della Regione Campania, chiamato a essere «libero e forte» nel contrastare condizionamenti, infiltrazioni e meccanismi di potere storicamente consolidati.




