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CULTURA

Lo scrittore Ippolito a Benevento con il suo romanzo ‘Wilde come se’

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Palazzo Paolo V con le radici nel Cinquecento insieme agli studenti. E la Libreria Barbarossa Bistrot insieme a tutti i lettori. Sono i luoghi scelti per il doppio appuntamento a Benevento con Roberto Ippolito autore del romanzo “Wilde come se”, pubblicato da Sem Feltrinelli.

Le presentazioni con il libro che ricostruisce le vicende del soldato condannato a morte per l’omicidio della moglie e del commediografo e poeta sottoposto a due anni di lavori forzati per “grave indecenza” si svolgono per la rassegna LibrAria promossa dal Comune di Benevento con il Centro per il Libro e la Lettura.

La prima con Roberto Ippolito è in programma mercoledì 19 novembre alle 18.00 nella Libreria Barbarossa Bistrot, Via delle Puglie 13. Conduce Elide Apice, con i saluti istituzionali di Antonella Tartaglia Polcini assessore comunale alla cultura e alle biblioteche e l’introduzione di Maria Cristina Donnarumma.

Giovedì 20 novembre alle 10.00 nel Palazzo Paolo V, sede fra l’altro del Museo delle Streghe di Benevento, in Corso Garibaldi 145, è previsto il “dialogo con le scuole” su “Wilde come se”. Modera Maria Cristina Donnarumma con i saluti di Antonella Tartaglia Polcini. Collabora la Libreria Barbarossa.

Con gli incontri nel cuore di Benevento, si viene catapultati nelle vicende dell’Inghilterra di fine Ottocento. I due protagonisti del romanzo, lo scrittore al culmine del successo Oscar Wilde e il soldato omicida divorato dalla gelosia Charles Thomas Wooldridge, sono raccontati come mai prima, grazie ad anni di ricerche in tutte le direzioni, in particolare sui giornali del diciannovesimo secolo. Infatti ogni parola del libro, come si legge nel risvolto, “deriva dalla documentazione raccolta”. Pertanto: “Nessuna fantasia. Purtroppo”. Il precedente titolo di Roberto Ippolito è “Delitto Neruda” (Chiarelettere) che ha rivelato la morte non naturale del poeta cileno premio Nobel.

Le presentazioni di Roberto Ippolito nei due appuntamenti di Benevento hanno come scenario la fine dell’era vittoriana. Charles realizza il sogno di entrare nei Blues, le guardie reali di Buckingham Palace e Windsor, e poi di sposarsi benché non autorizzato dai superiori. Intanto, con le sue commedie e il fascino personale, Oscar compie una cavalcata vincente nella scena culturale. Ma è un bersaglio dei conservatori e dei benpensanti

I due destini, proposti con l’alternanza dei capitoli del romanzo “Wilde come se”, sono lontani. E lo saranno le loro tragedie. Charles è ossessionato dallo spettro del tradimento: uccide ferocemente la moglie e perciò è condannato a morte. Oscar è perseguitato da un marchese timoroso per l’avvio del figlio all’omosessualità. Processato, è accusato di immoralità addirittura per la condotta del suo personaggio di fantasia, Dorian Gray. Subisce così una pena devastante.

Il potere schiaccia il poeta, in una storia in cui entrano anche George Bernard Shaw, William Butler Yeats, Arthur Conan Doyle, Émile Zola, André Gide e Henri de Toulouse-Lautrec. I due protagonisti finiscono a Reading Gaol, la prigione che porta alla pazzia per l’isolamento dei detenuti. Due uomini reietti, spinti fuori dal cuore del mondo, che si incrociano come due navi ormai spacciate mentre attraversano una tempesta: Oscar vede così sé stesso e il soldato in blu.

Incamera il dolore dell’altro. Annientato dall’umiliazione pubblica, ha però la forza di comporre “La ballata del carcere di Reading”, versi struggenti e disperati sulla crudeltà della giustizia che uccide e sui soprusi fra le sbarre. Sulla quarta di copertina di “Wilde come se” c’è questa citazione: “Quel tale deve oscillare”. Oscar Wilde è sconvolto dalla rivelazione che il suo compagno di cella a Reading Gaol sarà impiccato.

Roberto Ippolito è scrittore, giornalista e organizzatore culturale. In precedenza ha firmato libri d’inchiesta sulla legalità e la cultura, come “Ignoranti” e “Abusivi” (Chiarelettere) o “Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani). È ideatore di eventi che portano la cultura tra la gente nei luoghi più vari. Ha lavorato per “La Stampa” e, con incarichi direttivi, per il Festival dell’economia di Trento, la Confindustria e la Luiss dove ha anche insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.

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