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SANNIO

Il Comitato Palestina Libera della Valle Telesina rilancia la mobilitazione

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Il Comitato Palestina Libera della Valle Telesina proseguirà le sue azioni sul territorio per sostenere la causa palestinese e contrastare l’indifferenza verso quanto accade nel Medio Oriente. Assieme a 23 organizzazioni e partiti, il comitato ha già promosso una manifestazione sabato 14 giugno, alla quale hanno partecipato numerosi cittadini – donne, uomini, ragazze e ragazzi – rispondendo a un appello spontaneo. Una partecipazione sentita e accorata, che ha confermato la distanza sempre più evidente tra i popoli e chi li rappresenta.

Assistiamo sgomenti alla sopraffazione e alla brutalità che si impossessano del Medio Oriente e del mondo. L’attacco all’Iran è l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia e della falsa coscienza che si nascondono sotto l’astratta etichetta che abbiamo sempre chiamato “Occidente”. Protagonisti assoluti Israele e USA: i loro piani, preparati da tempo, dimostrano per l’ennesima volta che il 7 ottobre 2023 è stato il sanguinoso pretesto per innescare un terribile processo di distruzione, alla fine del quale nessuno è in grado di prevedere cosa resterà.

Di fronte a tanta violenza, il mondo arabo avalla, l’Europa tace e l’Italia scodinzola come un cagnolino fedele. L’ONU non esiste più.

Eppure, i popoli si muovono: in decine e decine di milioni di persone, in tutto il mondo, da settimane scendono nelle piazze per protestare contro Trump e Netanyahu, per sostenere la Palestina e chiedere di fermare ogni folle piano di riarmo generalizzato. Solo Roma, negli ultimi quattro finesettimana, ha ospitato altrettante manifestazioni nazionali, che hanno portato in piazza oltre 600.000 persone.

L’attacco all’Iran ha monopolizzato l’attenzione dei media, ma a Gaza lo sterminio procede. Dopo l’estromissione delle ONG e dell’ONU, la distribuzione delle scarse risorse alimentari è stata privatizzata da Israele e USA e affidata all’organizzazione israelo-statunitense chiamata Gaza Human Foundation (GHF). Da allora, e solo davanti ai punti di distribuzione, l’esercito israeliano ha sterminato, mitragliandoli, almeno un migliaio di gazawi: persone inermi alla ricerca disperata di cibo e acqua. Un tiro al piccione di fronte al quale la comunità internazionale non ha il coraggio di dire nulla. Eccidi, mutilazioni, umiliazioni e sopraffazioni continuano senza sosta, e senza ostacoli.

L’ennesima arma è quella della sete: nella Striscia non c’è più acqua da bere. Una vergogna – l’ennesima – di cui possono macchiarsi soltanto stati e governi canaglie. Questo disegno può tranquillamente essere definito una “soluzione finale”, termine che a giusta ragione richiama il disegno nazista nei confronti degli ebrei.

Anche in Cisgiordania la vita dei palestinesi è impossibile. L’assedio ai campi profughi del nord prosegue da gennaio, e la demolizione delle case palestinesi a Jenin, Tulkarem e Nur Shams non si è mai interrotta. L’esercito israeliano distrugge interi quartieri palestinesi per preparare l’insediamento – illegittimo e illegale – dei coloni israeliani.

Alla luce di tutto ciò, il Comitato continuerà a sollecitare le amministrazioni comunali a: deliberare per chiedere la fine dei bombardamenti e l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele; sostenere il riconoscimento dello Stato di Palestina; fermare la vendita di armi italiane al governo israeliano; ottenere la revoca degli accordi di cooperazione militare tra Italia e Israele, rinnovati automaticamente l’8 giugno per altri 5 anni; negare supporto logistico alle operazioni militari di USA e Israele; chiedere la fine della sofferenza dei civili, compresi gli ostaggi israeliani.

Il Comitato sta inoltre preparando nuove iniziative, la prima delle quali sarà una campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani. L’obiettivo è promuovere una scelta consapevole tra le cittadine e i cittadini, invitandoli a non acquistare merci provenienti da uno Stato che – secondo il Comitato – si macchia le mani di sangue e mette a rischio la sicurezza globale.

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