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Comune di Benevento

Manifestazione di interesse dell’ambito B1, l’associazione ‘IoxBn’: “Santamaria sospenda procedura ingiusta”

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Scrive in una nota stampa l’associazione ‘IoXBenevento’: “Il 20 marzo 2024, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha pubblicato un bando “DesTEENazione-Desideri in azione” rivolto agli Ambiti Territoriali Sociali, che stanzia circa 250 milioni di euro del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla povertà 2021-2027 per la realizzazione di 60 comunità adolescenti in tutto il territorio nazionale. Spazi multifunzionali con servizi gratuiti dedicati a bambine/i e ragazze/i dagli 11 ai 18 anni, in cui si promuovano l’autonomia, la capacità di agire nei propri contesti di vita, la partecipazione e l’inclusione sociale con l’obiettivo di favorire la loro partecipazione, lo sviluppo delle loro potenzialità, l’inclusione sociale, il contrasto alla dispersione scolastica e la valorizzazione delle competenze affettive e relazionali. La progettazione prevista dall’Avviso concorre all’attuazione del Piano di azione nazionale garanzia infanzia (PANGI) con cui si istituisce la Garanzia europea per l’infanzia, che si pone l’obiettivo di contrastare i fenomeni di povertà ed esclusione sociale di bambine, bambini, adolescenti e giovani fino ai 21 anni, garantendo maggiori opportunità di fruizione e di accesso ai servizi soprattutto a beneficio di alcuni target di popolazione particolarmente vulnerabili.

Dunque, attraverso i “Desideri in Azione” per realizzare Comunità inclusive.

Gli Ambiti Territoriali, quindi, erano tenuti a formulare una proposta che poteva scaturire dallo strumento della co-progettazione con gli Enti del Trzo Settore territoriali.

Ebbene, l’Ambito B1, a circa 10 giorni dalla scadenza del bando del Ministero, lancia una manifestazione di interesse per la co-progettazione ma l’atto palesemente ingiusto costringe Io X Benevento a conferire mandato all’Avv. Landi per ricorrere al TAR chiedendo la sospensione e l’annullamento per i seguenti motivi:

a) Violazione degli artt. 97 Cost, 21-SEPTIES della legge n. 241/1990, e principi di trasparenza e certezza del diritto – Incongruenza delle Date di Scadenza;

nell’Avviso della manifestazione di interesse risultano due diverse date di scadenza per presentare manifestazione di interesse alla co-progettazione, una scadenza è fissata per il 21,05.24, come indicato all’art 10 (pag.14), mentre un’altra data di scadenza, il 23.05.24, appare sempre all’art 10 ma alla pg 15.

La legge n. 241/1990 impone che tutte le procedure amministrative garantiscano trasparenza e chiarezza nelle comunicazioni agli utenti. Le informazioni contraddittorie riguardanti le scadenze violano tale principio, compromettendo l’integrità dell’intero processo di selezione. Inoltre, il principio di trasparenza è inteso a garantire che ogni potenziale partecipante abbia una possibilità equa di competere, come evidenziato dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato (ad esempio, Sentenza n. 4779/2019).

b) Violazione e falsa applicazione degli artt. 97 della Costituzione Italiana, 3 del codice dei contratti pubblici relativamente all’imposizione del requisito ISO 9000.

L’istituto della co-progettazione rappresenta un concorso di idee e non una gara d’appalto, gli ETS, infatti, possono partecipare all’elaborazione e alla progettazione di una proposta anche senza poi partecipare alle attività. E’ paradossale apprendere le tante procedure di affidamento di servizi finora effettuate dall’Ambito a favore di tanti ETS senza mai chiedere ISO 9000 e poi per una co-progettazione, invece, diventa indispensabile tale requisito.

Il requisito della certificazione ISO 9000, come imposto dal bando dell’Ambito B1, appare non solo inappropriato ma anche potenzialmente discriminatorio e non proporzionato agli obiettivi di inclusione sociale e innovazione promossi dal bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il requisito ISO 9000 non è contenuto nel testo dell’Avviso dell’Ambito, ma è contenuto solo nell’allegato B (Doc M611598). La scelta di prevedere il requisito solo nel corpo dell’Allegato e non anche nell’Avviso si pone in violazione del generale dovere di correttezza a cui è tenuta la pubblica amministrazione per rendere chiara e intellegibile l’intera procedura.

Inoltre, ISO 9000 non è obbligatorio per gli enti del Terzo Settore, rendendo di fatto discriminatoria tale clausola. Invero, non è dimostrato né giustificato come il possesso di tale certificazione possa influire sulla capacità di un ente di partecipare efficacemente e qualitativamente alla co-progettazione di servizi sociali. Di conseguenza, questo requisito sembra escludere ingiustificatamente numerosi enti qualificati che non dispongono di tale certificazione ma che hanno comprovate esperienze e competenze nel settore di riferimento. Il Consiglio di Stato ha più volte ribadito che ogni requisito di qualificazione deve essere strettamente connesso e indispensabile per l’esecuzione della procedura.

Va altresì specificato che nelle previsioni generali del programma nazionale “DesTEENazione – Desideri in azione” emesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non vi è alcun riferimento al requisito ISO 9000. L’assenza di tale requisito nel programma ministeriale dimostra come esso non sia determinante per la selezione, risultando soltanto un elemento ulteriore che limita in modo ingiustificato la partecipazione dei privati alla co-progettazione.

c) Eccesso di potere per irragionevolezza -Violazione dell’art. 97 della Costituzione Italiana, art. 3 del Codice dei Contratti Pubblici e principio di ragionevolezza- Sulla Capacità Economica Richiesta.

L’Avviso dell’Ambito B1, impone agli Enti del Terzo Settore interessati alla partecipazione di dimostrare una capacità economica misurata attraverso un fatturato minimo significativamente elevato. Tale requisito si manifesta attraverso la richiesta di un fatturato annuo di almeno €100,000.00 per ciascun anno nel triennio precedente. L’imposizione di un tale criterio economico rappresenta un uso della discrezionalità amministrativa che non è adeguatamente motivato né proporzionato agli scopi del bando. La richiesta di una soglia minima di fatturato non trova una giustificazione razionale nel contesto degli obiettivi del bando che è quello di promuovere l’inclusione sociale e l’innovazione attraverso la co-progettazione di servizi sociali. La capacità di un ente di contribuire efficacemente a tali obiettivi non è necessariamente correlata alla grandezza economica o al volume di affari, ma piuttosto alle competenze specifiche, all’esperienza nel settore e alla capacità di gestire progetti.

Paradossalmente, tale requisito non è mai stato richiesto per gli affidamenti diretti evasi dall’Ambito B1 diretto dal dott. Santamaria.

d) Eccesso di potere per irragionevolezza -Violazione dell’art. 97 della Costituzione Italiana, art. 3 del Codice dei Contratti Pubblici e principio di ragionevolezza- Sul possesso dei requisiti individuali delle RTI e consorzi stabili.

Nell’avviso dell’Ambito B1, all’art. 6.3 (ultima parte) prevede inoltre che le imprese riunite temporaneamente o consorziate devono dichiarare individualmente il possesso dei requisiti generali. Aggiunge poi che nei consorzi di concorrenti, sia il consorzio stesso sia i suoi membri devono fornire la dichiarazione. Ed ancora, per i consorzi tra società cooperative e consorzi stabili, il consorzio farà riferimento ai requisiti posseduti da tutte le società coinvolte. Ed in ultimo, in piena contraddizione, si prevede che l’intero raggruppamento deve dichiarare i requisiti di capacità tecnica ed economica, complessivamente, per garantire una visione completa delle risorse e competenze offerte. Tale previsione, alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale (ex multis Adunanza plenaria n. 4 del 2018, Cons. Stato, Sez. V, 29 aprile 2019, n. 2732; id., Sez. III, 28 settembre 2020, n. 5705), risultano disposizioni abnormi e irragionevoli tali da rendere gravemente onerosa la partecipazione alla gara. Inoltre, si pongono in contrasto con l’essenza della ratio del raggruppamento di imprese che è quella di ampliare la platea dei possibili concorrenti, consentendo ai soggetti privi dei requisiti necessari di partecipare singolarmente alla procedura competitiva oppure di accedervi in associazione con altri operatori economici, anche al fine di acquisire esperienze e elementi curriculari da poter spendere in successivi affidamenti. Non avrebbe quindi senso limitare la partecipazione ai soli RTI i cui membri siano già in possesso singolarmente e per intero, dei requisiti prescritti dalla lex specialis.

e) Eccesso di potere per difetto di istruttoria e carenza di motivazione

La pubblicazione dell’avviso sui canali ufficiali del Comune di Benevento è avvenuta il 16.05.2024, così come sopra riportato. La scadenza del Bando, come già anticipato, è prevista per il 21.05.2024, seppure sono presenti in modo equivoco e poco chiaro, altre date di scadenza come il 23.05.2024 (sul medesimo atto di avviso a pag 15) e sul sito del comune il 31.05.202. Secondo la giurisprudenza maggioritaria, i termini per la presentazione delle offerte devono essere ragionevoli e adeguati, permettendo agli interessati di preparare e presentare un’offerta informata. Una programmazione eccessivamente stringente può essere vista come un tentativo di limitare la partecipazione (Tar Lazio, Roma, Sezione III, Sentenza n. 120/2011). La giurisprudenza ha anche stabilito che l’obbligo di pubblicità deve essere interpretato in modo chiaro , tale da garantire la più ampia partecipazione possibile. La mancata o insufficiente pubblicazione di un bando può costituire un motivo di annullamento se compromette la partecipazione equa e informata (Consiglio di Stato, Sezione VI, Sentenza n. 2509/2017). Il bando è stato pubblicato con tempistiche tali da non permettere una partecipazione informata e consapevole da parte di tutti gli enti potenzialmente interessati. Molti ambiti territoriali hanno già avanzato delle proposte di co-progettazione senza che fosse data adeguata pubblicità alle condizioni di partecipazione e ai requisiti del bando, configurando una situazione di potenziale preclusione per molti enti che non avevano a disposizione tutte le informazioni necessarie entro i termini di scadenza.

Pertanto, le copiose ipotesi di eccessi di potere, risultano inappropriati ed evidentemente non perseguono una logica di inclusione, integrazione e promozione di reti territoriali per contrastare fenoomeni di disagio sociale. In attesa della sentenza del TAR, si chiede al dirigente Gennaro Santamaria di sospendere e annullare la procedura e, motivati dalla legittimità delle motivazioni fin qui evidenziate, IO x Benevento, annuncia che ricorrerà in tutte le sedi per scardinare eventuali principi e/o abusi di potere e rivendicare per tutti gli ETS i diritti, la trasparenza e la correttezza della Pubblica Amministrazione nelle procedure di coinvolgimento e di partecipazione e di erogazione dei servizi”.

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