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Comune di Benevento

Rosa a tutto campo: “Critiche? Facile usare lo smartphone… Politica? Per ora prendo appunti”

Un'estate in prima pagina quella vissuta da Alessandro Rosa, assessore all'Ambiente del Comune di Benevento. Diversi gli attacchi subiti, altrettante le risposte partite dal suo ufficio . Ora è giunto il momento di tirare le somme, fare il punto su ciò che è stato fatto e discutere delle prossime iniziative. E se qualcuno spera possa cadere la sua testa, il diretto interessato non sembra nutrire timori: "Mi risulta veramente difficile immaginare che un sindaco con la statura e la storia politica di Mastella possa star dietro a piccoli appetiti e piccole pressioni".

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Un’estate in prima pagina quella vissuta da Alessandro Rosa, assessore all’Ambiente del Comune di Benevento. Diversi gli attacchi subiti, altrettante le risposte partite dal suo ufficio al Megaparcheggio. Ora è giunto il momento di tirare le somme, fare il punto su ciò che è stato fatto e discutere delle prossime iniziative. E se qualcuno spera possa cadere la sua testa, il diretto interessato non sembra nutrire timori: “Mi risulta veramente difficile immaginare che un sindaco con la statura e la storia politica di Mastella possa star dietro a piccoli appetiti e piccole pressioni”.

Allora, due anni alla guida dell’assessorato al Verde: forse il più difficile da gestire visto che nella passata amministrazione sono stati diversi i componenti che si sono alternati in quella carica. Qual è il bilancio?

“Per quel che riguarda me, come esperienza, sicuramente positivo: è il primo incarico amministrativo con cui mi sono confrontato e posso dire di averci messo tutto me stesso. Ho avuto una sorta di battesimo del fuoco con la questione dei pini e ho fatto ciò che mi sembrava di buonsenso per un assessore neofita. Ho studiato, mi sono confrontato con tutte le parti in causa e credo che una vicenda indubbiamente difficile si sia risolta con soddisfazione di tutte le parti. Ne vado orgoglioso. Ascolto e accolgo quotidianamente le segnalazioni dei cittadini e cerco, davvero, di intervenire ovunque: poi certo, ci sono i limiti che tutte le amministrazioni pubbliche, di questi tempi, incontrano…ma con impegno e abnegazione anche quelli si superano”.

Partiamo dalle attività messe in campo

“Oltre alla risoluzione della questione pini e della gestione del decoro urbano e del verde pubblico ho lavorato per la visione di città che condivido col sindaco e l’amministrazione: una città smart, con le macchinette mangiaplastica, con l’apiario urbano, e con le comunità energetiche su cui sto lavorando, e a misura di bambino, con parchi pubblici accoglienti e spazi verdi e aree gioco in più punti per la città, e poi l’inclusività, con giostre dedicate anche ai bambini diversamente abili. Abbiamo vinto per due anni consecutivi il premio Plastic free, abbiamo portato 1200 bambini alla festa dell’ambiente. Abbiamo creato una collaborazione preziosa di Asia, grazie anche al dialogo costante con un ottimo manager come Donato Madaro, che ringrazio assieme ai dipendenti Asia che sono da lodare per l’abnegazione e lo spirito di servizio che mostrano, evidenziando quanto ci tengono alla loro città e poi va sottolineato il contributo importantissimo delle associazioni cittadine e anche di partner privati che hanno deciso di condividere questa visione. Tasselli importanti per il modello di città che vogliamo costruire”.


Il suo è l’assessorato più “attenzionato” dalle opposizioni, non male per una prima esperienza da amministratore

“Da un punto di vista politico credo però sia normale e perfettamente ascrivibile al gioco delle parti: la materia più “visibile” e dunque più facilmente attaccabile è il verde pubblico e il decoro urbano. Basta armarsi di smartphone e in una città con un perimetro vastissimo come quello di Benevento è facilissimo trovare in un dato momento un’aiuola non sfalciata o qualche incivile che ha lasciato un rifiuto. Non biasimo naturalmente chi attacca da questo punto di vista: è normalissimo gioco delle parti, figuriamoci. Si è creata qualche difficoltà prima dell’approvazione del bilancio, anche perché maggio e giugno sono stati piovosissimi: la vegetazione è cresciuta e con poche squadre a disposizione siamo andati in affanno. Con l’approvazione del bilancio e del nuovo piano di pulizia urbana siamo rientrati subito a regime: alcuni cittadini mi dicevano che non avevano mai visto la città così pulita…poi certo, immagino che qualcuno per rispondere a questa frase si armerà di nuovo di fotocamera, girerà la città finché troverà un po’ d’erba alta e tuonerà via social. Ma è tutto ordinario”.

Oltre che in quello delle opposizioni, spesso finisce nel mirino dei suoi predecessori: sorpreso o se lo aspettava?

“Credo anche questo sia abbastanza ordinario. Scorrendo le cronache degli anni passati, stante che il fronte decoro e verde pubblico si apre ciclicamente in estate, ho notato che spesso i promotori delle critiche sono proprio gli ex titolari della delega. Per quel che mi riguarda non ho preclusioni: ho apprezzato il lavoro di alcuni assessori che mi hanno preceduto, ho chiesto consigli, li ho adottati. Poi se la formula è “dopo di me il diluvio” credo sia abbastanza risibile”.

Qualcuno ha chiesto la sua testa?

“Logiche che non mi interessano. Non sono un politico: mi sono candidato a sostegno di Mastella e per amore della mia città. Mi interessa lavorare per i cittadini e che il sindaco apprezzi l’impegno che metto nel compito che mi ha affidato.
Poi mi risulta veramente difficile immaginare che un sindaco con la statura e la storia politica di Mastella possa star dietro a piccoli appetiti e piccole pressioni”.

Al netto dell’impegno personale suo – che nessuno mette in discussione – un problema pure deve esserci se occorre un Piano Straordinario per assicurare ciò che dovrebbe essere ordinaria amministrazione.

“A livello di enunciati è sempre facile dire ciò che dovrebbe essere ordinaria amministrazione e ciò che non dovrebbe esserlo. L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro…col tasso di neet più alto d’Europa. L’istruzione dovrebbe essere gratuita…e invece i libri si pagano e pure carissimi. Quello che abbiamo approvato non è un piano straordinario…è attività ordinaria, ma in un ente comunale piccolo, delle aree interne del sud, povero e con un territorio comunale però molto vasto bisogna fare gli equilibristi. Come ho detto, gridare alla “città sporca” o all’erba che cresce è facilissimo…è andare oltre che è difficile”.

Sul piano amministrativo l’esposizione mediatica non manca, su quello più prettamente politico invece di Alessandro Rosa si parla un po’ di meno: cos’è? Diffidenza rispetto alle logiche di partito?


“Figuriamoci. Da nuovo arrivato faccio ciò che mi è stato chiesto, e osservo. Mi sono candidato a sostegno del sindaco Mastella con convinzione e gli elettori mi hanno premiato con oltre 600 preferenze. Normale dunque che il mio unico punto di riferimento sia Mastella, altrettanto normale attenermi alle sue indicazioni: mi ha chiesto di occuparmi dell’Ambiente, del verde e del decoro urbano e l’ho fatto, con entusiasmo e impegno. Per le dinamiche più prettamente politiche guardo a chi ha più esperienza di me: ho la fortuna di poter studiare chi è stato Ministro, ha attraversato da protagonista prima e seconda repubblica ed è ancora in auge… poter prendere appunti al momento è una fortuna”.

Per tornare al suo assessorato, con l’approvazione del bilancio – per quanto possibile visti i tempi e le difficoltà di tutte le amministrazioni locali – si può tornare a parlare di programmazione: il suo piano per il Decoro della Città?

“Per la verità non si è mai smesso di parlare di programmazione. Il mio piano prevede l’impegno di tutte le componenti cittadine: Comune, Asia, associazioni, privati e semplici cittadini, perché oggi, viste appunto le difficoltà, il decoro è una questione che riguarda tutti. Se il Comune fa installare una giostrina in villa, per dirne una, e il giorno dopo è già distrutta è evidente che c’è un problema…e anche qui si ritorna al bivio di sopra, gridare al Comune che ha una giostrina rotta in villa oppure andare oltre. Io immagino un circuito virtuoso in cui collaborano tutti per una città pulita, smart, a misura di bambino. Mi piacerebbe implementare le quantità di mangiaplastica ad esempio, che in cambio di plastica danno ai cittadini buoni da spendere negli esercizi cittadini, una città con parchi gioco puliti e inclusivi per tutti i bambini, e mi piacerebbe anche gettare le basi per una politica energetica innovativa”.

Tra i motivi di fibrillazione interni alla maggioranza spesso si fa riferimento alla poca collaborazione tra assessori e consiglio: è una distanza reale? E se sì come si può rimediare?

“Per quel che mi riguarda posso dire il contrario: nei miei due anni di attività da assessore ho avuto un contributo fondamentale da parte degli amici consiglieri e senza questo contributo, penso ad esempio a tutti gli amici della commissione ambiente a partire dalla presidente Luisa Petrone con cui ho un rapporto splendido per proseguire con tutti gli altri consiglieri,  avrei avuto difficoltà ben maggiori”.

 

 

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