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Da Berlusconi a Iervolino, l’ex deputato Formichella ha cambiato vita: “Ma il legame con il Sannio resta”

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La valanga azzurra. Le elezioni del 2008 segnarono il debutto de ‘Il Popolo delle Libertà’, nuova casa politica del centrodestra. L’ennesima intuizione vincente di Silvio Berlusconi. Dall’atto fondativo – lo storico discorso del predellino in piazza San Babila a Milano – all’apertura delle urne trascorsero soltanto cinque mesi. Furono sufficienti. Il Pdl non vinse, ma stravinse. Nella circoscrizione Campania 2 sfiorò il 50% dei consensi, eleggendo ben sedici deputati. A conquistarsi il biglietto per Montecitorio anche due giovani provenienti dalla cantera di Forza Italia: Nunzia De Girolamo e Nicola Formichella. L’ex ministro per l’Agricoltura si è reinventata conduttrice televisiva, con risultati decisamente positivi. E Formichella?

“Serve una premessa”

Prego…

“Quando ero a Montecitorio, la cosa che mi faceva più tristezza era vedere gli ex parlamentari che frequentavano ancora quotidianamente la Camera, alla ricerca di qualcosa da fare. Mi dicevo: a me non succederà, quando finirà farò altro. E così è stato. Prima sono stato manager dell’Università Pegaso e Chief Strategy Officer di Mercatorum University, una creatura del sistema delle Camere di Commercio italiane. Quando c’è stata la cessione del gruppo, sono uscito assieme a Danilo Iervolino. Ora dirigo l’area sviluppo commerciale dell’UniMarconi e sono impegnato in altri investimenti di Iervolino, e tra questi L’Espresso”

Per i meno attenti, parliamo dello stesso Iervolino presidente della Salernitana

“Certo. La Salernitana però è l’unica sua attività in cui non sono coinvolto. Certo la seguo, sono allo stadio per tutte le partite. Ma resto uno juventino”.

Non sarà stato facile, allora, in occasione di Salernitana-Juventus

“Non lo è stato, no. Infatti ai goal della Juventus non ho esultato. “Hai fatto metà del tuo dovere” – ha commentato il presidente”.

Con la politica rapporti chiusi?

“Alcune amicizie le conservo. E diversi amici oggi sono impegnati in ruoli di primo piano a Roma. Preferisco, però, il privato, un mondo dove è più facile vedere i risultati concreti dei tuoi sforzi”.

I ricordi della sua esperienza da parlamentare?

Bellissimi. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto crescere molto, che ha contribuito in maniera determinante a fare di me la persona che sono oggi. Poi mi ha aiutato a creare un rapporto ancora più forte e intenso con il territorio. Abitando – come ora – a Roma, il ruolo di deputato mi diede l’opportunità di rinsaldare il legame con il Sannio. Cominciai a frequentarlo sempre più assiduamente e non ho più smesso di farlo. Mentre parliamo, in effetti, sono a Telese. Qui c’è la mia famiglia”.

E nel frattempo il centrodestra è tornato a vincere e a governare il Paese, non accadeva dai tempi della sua elezione. Che sensazioni ha?

“Positive. Conosco Giorgia Meloni da anni: quando lei guidava il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, io ero a capo dei circoli del Buongoverno, con Dell’Utri. Assieme organizzammo diverse iniziative. Sono convinto sia la persona giusta per il Paese. Anche per la sua squadra ha scelto profili di spessore, gente che si è preparata per tempo a questa opportunità. E vedo anche dall’esterno segnali incoraggianti”

A cosa si riferisce?

“L’attuale segretario del Pd e uno dei candidati a succedergli hanno speso parole positive per la Meloni. Non è affatto scontato. Ai miei tempi, con Berlusconi presidente del Consiglio, una cosa del genere era inimmaginabile. Il clima era quello del conflitto permanente. Qualsiasi cosa facevamo, anche la più giusta, era fonte di polemiche. Le parole di Letta e Bonaccini rappresentano dunque un segnale importante, soprattutto nei confronti dell’opinione pubblica internazionale”

Continua a seguire la politica beneventana?

“Poco, in verità. Anche se voto nel Sannio e ovviamente ho votato centrodestra. In campagna elettorale ho avuto modo di conoscere meglio il senatore Matera, mi ha lasciato una impressione positiva. Penso sia una persona capace e perbene, può dare tanto al territorio. Francesco Rubano, invece, lo conosco da più tempo. E’ un ragazzo sveglio, dinamico, sempre presente, attento alle esigenze degli amministratori. Una dote importante. L’iniziativa con il ministro Bernini all’Unisannio, per dirne una, è stata un bel segnale. Direi dunque che il Beneventano ha eletto due parlamentari di spessore, possono fare tanto e bene”

Per chiudere, allora, una riflessione sul Sannio: dal suo nuovo punto di osservazione, un consiglio per il rilancio del territorio?

“Abbiamo tante cose belle, tante risorse. Il tema è quello di valorizzarle di più e meglio. La politica dovrebbe farsi carico di questo, di aiutare le imprese locali a rappresentarsi all’esterno. Il prodotto c’è: manca ancora la cultura del marketing e si punta ancora poco sulla comunicazione”.

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