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Benevento, la diocesi cerca esperti per realizzare il nuovo complesso parrocchiale di Pezzapiana

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L’Arcidiocesi di Benevento cerca progettisti ed esperti per progettare un nuovo complesso parrocchiale in via Liguri Bebiani, a contrada Pezzapiana.

Si tratterà dei nuovi edifici della parrocchia dello Spirito Santo: è richiesta infatti l’elaborazione, della chiesa (aula liturgica, penitenzieria, sacrestia, ufficio parrocchiale, archivio, locali tecnici, locali di servizio, servizi igienici) e vani accessori funzionalmente connessi (atri, corridoi, scale e ascensori); poli liturgici e opere d’arte destinati alla chiesa; locali di ministero pastorale (aule per la catechesi, salone parrocchiale, compresi locali tecnici, locali di servizio, servizi igienici) e vani accessori funzionalmente connessi (atri, corridoi, scale e ascensori); casa canonica; aree esterne funzionalmente connesse con gli spazi suindicati (sagrato, accessi, viabilità interna, verde attrezzato e sportivo, parcheggi, etc.) con relative sistemazioni.

La partecipazione al bando è riservata a gruppi di lavoro costituiti da progettisti (architetti, ingegneri edili e civili), un esperto in Liturgia e uno o più artisti. Le candidature, in via esclusivamente telematica, saranno entro e non oltre il 16 marzo.

Una Commissione nominata dal vescovo e composta da esperti in architettura, liturgia e arte, poi, valuterà la documentazione inviata considerando come fattori qualificanti la progettazione e/o l’esecuzione di attività/opere attinenti l’architettura/arte sacra e/o di rilevanza sociale, tenuto conto anche degli aspetti grafici e comunicativi. Saranno selezionati un minimo di 12 partecipanti al concorso.

LA STORIA – La Parrocchia dello Spirito Santo è stata eretta nel 1986: in occasione della presa di possesso da parte del parroco, l’allora arcivescovo Minchiatti espresse l’auspicio che fosse presto costruito un nuovo edificio sacro poiché le dimensioni della chiesa, in piazza Gaetano Basile, risultavano già insufficienti per una popolazione di 3mila abitanti che nel tempo sono diventati quasi 5000, peraltro distribuiti su un territorio di circa 70 kmq.

Attualmente la celebrazione dell’Eucarestia, nei giorni festivi, si svolge non solo nella chiesa parrocchiale di Pezzapiana ma anche in alcune cappelle, tutte private, di piccole dimensioni e distanti tra loro anche diversi chilometri.

Risulta fondamentale – si legge nel documento preliminare di progettazione – costruire un nuovo complesso parrocchiale capace di riunire nelle festività ed in altre occasioni ed eventi, in un solo luogo, tutta la comunità cattolica. L’edificio di culto, che non dovrà superare i 410 mq, dovrà avere una capienza di 200 persone.

L’esiguità degli spazi e l’inadeguatezza degli stessi, al momento, non consentono alla Parrocchia di promuovere, se non attraverso forme tradizionali, una autentica «pastorale della cultura», quale potrebbe e dovrebbe svilupparsi in un simile contesto così fortemente distribuito e come dovrebbe essere per amalgamare una tale comunità parrocchiale alquanto frammentata. Attualmente in parrocchia non si organizzano attività culturali poiché non si dispone di uno spazio adatto ed a ciò si potrà ovviare avendo un idoneo salone polifunzionale che funge anche da attrattore per le varie iniziative di cui la città di Benevento è ricca.

Il progetto dovrà tradurre in forma architettonica le risposte alle esigenze e ai bisogni della comunità e del suo territorio, attraverso la creazione di spazi funzionali alle celebrazioni e alle attività pastorali al fine di esprimere al meglio l’identità della comunità e del territorio.

I DESIDERI DELLA COMUNITA’ – La realizzazione di un nuovo complesso parrocchiale, in particolar modo per un contesto territoriale come quello di Benevento, ha richiesto uno strutturato processo di coinvolgimento dell’intera comunità promosso dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI con la collaborazione degli uffici diocesani.

Da questo iter di accompagnamento, coordinato dall’ing. Marco Riso, si è evidenziato un primo dato comune tra le varie fasce di età: “la comunità mostra molta attenzione e affezione verso la chiesa, si sente parte attiva e direttamente coinvolta” ed i risultati ottenuti e successivamente analizzati rendono evidente da un lato il sentito bisogno di adeguare gli spazi della fede, dall’altro la necessità di un processo di crescita spirituale per l’intera comunità”.

Nel particolare, le spontanee espressioni artistiche dei bambini, hanno rivelato il desiderio di una chiesa provvista di campanile, una facciata ben riconoscibile, aree verdi e spazi di aggregazione per il divertimento in gruppo; questi sono elementi che contestualizzano l’edificio religioso, rendendolo riconoscibile e anche esteticamente gradevole, un luogo insomma in cui farebbe piacere andare e trascorrere del tempo insieme. Altri elementi che evidenziano questi desideri si ritrovano nei disegni dell’edificio, la chiesa è rappresentata quasi sempre come una casa, ovvero come il luogo che ci è più familiare, che ci accoglie, caratterizzata però da un grande portale che subito la distingue dalla casa-abitazione, rendendola riconoscibile.

La croce, quale simbolo fondamentale della chiesa, compare ovviamente molto spesso nei disegni, ma la cosa che un po’ stupisce sono le grandi dimensioni con cui è rappresentata, come se si desse più risalto a lei che non all’edificio; i bambini sembrano raccontare attraverso questo simbolo il profondo sentimento religioso della propria comunità che viene avvertita forte e di cui si sentono partecipi. Viceversa la necessità di spazi di aggregazione per tutte le età, aree per lo sport all’aperto, aree gioco, parcheggi, ripensamento della viabilità locale, è una richiesta anche degli adulti.

La chiesa parrocchiale esistente, alla quale la comunità è affezionata, non verrà demolita, ma destinata a edificio di culto con funzione succursale per gli abitanti della specifica contrada.

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