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Bonaccini in città per la corsa a segretario nazionale: ‘Serve PD più popolare rispetto a come è stato percepito prima’

Il tour elettorale del presidente dell’Emila Romagna, Stefano Bonaccini, fa tappa a Benevento. Un appuntamento con la città per presentare la sua candidatura alla Segreteria nazionale del Partito Democratico e la proposta elettorale mirata a dare un nuovo volto al Pd. Tanti i temi affrontati: dall’autonomia differenziata alla rinnovata centralità delle città, con maggiori poteri da garantire ai Comuni. Non sono mancate riflessioni su tematiche importanti e delicate come il Reddito di Cittadinanza e misure che mirano a rafforzare l’occupazionalità nel Mezzogiorno.

Un incontro fortemente voluto dal segretario provinciale della Federazione di Benevento, Giovanni Cacciano e da Umberto Del Basso De Caro fautori della nascita del comitato “Sannio per BONACCINI”.

Il ‘tour dei 100 Comuni’, così come definito dallo stesso Bonaccini ha preso il via dalla Puglia, toccando anche Molise e Abruzzo per poi giungere in Campania. Un viaggio nel cuore del Sud Italia per ascoltare le voci di chi lo vive e lo anima. “Sono partito dal Mezzogiorno – ha detto – perché è la parte del Paese che conoscevo un po’ di meno pur avendo guidato quasi sei anni la Conferenza delle Regioni. Ma soprattutto volevo dire che un Paese che non ha a cuore questa parte che viaggia a velocità troppo diverse da quella dove abito io, è un Paese che non ha futuro”

Tra i temi fondanti della candidatura quello di “essere considerati una grande forza laburista – ha proseguito dall’Hotel Italiano -, una forza che ha l’occupazione e l’impresa al centro, in quanto il lavoro è una delle prime forme di dignità per le persone. Poi i temi della sanità e della scuola: noi siamo quelli che devono essere percepiti come coloro che vogliono che sia soprattutto lo Stato e il pubblico a garantire il diritto all’istruzione e alla salute affinché un povero ce l’abbia come un ricco. Per questo serve una grande battaglia politica perché stanno tagliando sulla sanità. Infine l’ambiente: abbiamo il dovere di combattere il dissesto idrogeologico, dire che non si consuma più in futuro suolo vergine e soprattutto consumare energie rinnovabili. Insomma, un Partito Democratico molto più popolare rispetto a come siamo stati percepiti. Dobbiamo tornare dove la gente vive, lavora, studia“.

Sulle polemiche in seno alla segreteria provinciale e al commissariamento deciso dal segretario nazionale Letta, ha concluso: “Non ho nemmeno il titolo in questo momento per occuparmi delle questioni locali. Mi permetto di dire che avremmo bisogno di un Pd che non litighi in casa propria e che cerchi di trovare il massimo di unità possibile per rilanciare il partito. Gli avversari devono stare fuori e non dentro casa”. 


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