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Caro energia, Confederazione Imprese Italia: “Chiediamo azioni concrete al Governo”

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Le imprese sono in  grandissima in difficoltà a causa del “Caro energia”. Nella mattinata odierna, si è tenuta una riunione dell’ ufficio di Presidenza,  per illustrare la posizione di della Confederazione Imprese Italia,  nei confronti del “caro energia” che sta falcidiando tante imprese del territorio Italiano , e mettendo in difficoltà la stragrande maggioranza delle famiglie.

“Abbiamo illustrato una situazione davvero complicata per le nostre imprese. – ha dichiaratoil Presidente Nazionale  Biagio Cefalo  -. Le imprese rappresentano l’ asse portante  del  nostro Pese, e non possono fronteggiare aumenti così elevanti del costo dell’energia. Nei prossimi giorni  consegneremo al Presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi ed Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti , una serie di bollette che mostrano aumenti di oltre il 200% rispetto al 2021. Non esiste azienda che può sopportare situazioni del genere, soprattutto dopo la pandemia. Chiediamo al Governo degli interventi forti, consistenti e soprattutto urgenti. Purtroppo la stessa situazione la stiamo vivendo anche sul costo del carburante: questi aumenti metteranno fine a diverse attività che non riescono a superare questa difficoltà.

Confederazione Imprese Italia , ha proseguito Biagio Cefalo, si batterà fino all’ultimo respiro affinché si eviti la definitiva ed irreversibile morte delle nostre imprese”. “E’ una situazione grave e soprattutto insostenibile. Ci sono attività che si apprestano ad aprire in vista dell’estate ma non sappiamo come fronteggiare questo aumento insensato. Ci aspettiamo azioni e provvedimenti  concreti da parte del governo, altrimenti vivremo periodi ancora più complicati e di profonda crisi economica”, ha aggiuntoil Presidente Biagio Cefalo .

Gravemente  interessate agli aumenti  le aziende del terziario, dei servizi e del turismo, già pesantemente colpite dagli effetti economici derivanti dalla pandemia da COVID-19, sono al collasso a causa della crescita esponenziale e fuori controllo dei prezzi dell’energia elettrica, del gas, del metano. Particolarmente grave l’aumento di energia elettrica e gas le cui percentuali di incremento vanno ben oltre il 40-60% riportato dalle fonti ufficiali e dalla stampa. dei carburanti. L’aumento registrato a gennaio 2022 – che sommando gli aumenti già subiti nel corso del 2021 – è di gran lunga superiore, nella maggior parte dei casi, al 200% .

 Una situazione drammatica che – pur in presenza dei modesti interventi governativi di contenimento – le aziende non sono in grado di sopportare. Come è possibile che una azienda possa sopravvivere quando i costi di approvvigionamento energetico aumentano da un anno all’altro del 200% ? E ciò senza considerare gli effetti sul mercato derivanti da questo aumento dei costi. Aumenti che dovrebbero inevitabilmente scaricarsi sui prezzi finali al consumo comportando un incremento dell’inflazione, la ulteriore riduzione dei consumi e l’impoverimento delle famiglie. Le imprese del commercio, del turismo, della ristorazione e dei servizi – le più colpite dalla pandemia e con modesti ristori da parte dello Stato – rischiano in tantissime la chiusura anche a causa dei rincari energetici.

E le misure messe in atto dal Governo sono assolutamente insufficienti e, talora, anche inaccettabili.

Non è forse gravissimo ciò che è contenuto nel titolo III del Decreto Legge 27 gennaio n. 4 dove è previsto – al fine di ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico – l’annullamento della voce in bolletta relativa agli “oneri di sistema” per tutte le utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kw ?  E le imprese che operano con una potenza inferiore?  E le micro e piccole imprese?  In ogni caso se non si vuole una «desertificazione» con la scomparsa di centinaia di migliaia di imprese e particolarmente di quelle che trainano l’economia del Paese (cioè quelle del commercio, del turismo e dei servizi), è necessario ed urgente un intervento significativo da parte del Governo. 1 2 W . Sono certamente necessari interventi strutturali per contrastare il «caro bollette» come la riduzione della dipendenza dalle forniture estere o la riforma della struttura della bolletta elettrica (affrontando il nodo degli oneri generali di sistema che rappresentano il 70 % della bolletta mentre la materia prima rappresenta il 30%).

Ma ora è urgente ed indifferibile, ha concluso il Presidente Cefalo Biagio Cefalo,  l’adozione di misure straordinarie per evitare – qualche esponente politico – il lockdown economico. Dalle  Imprese, un unico grido : non vogliamo e non possiamo morire, dopo essere sopravvissuti al virus, a causa del caro bollette”.

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