POLITICA
La Ingaldi che tutti cercano, ma che sceglie di stare a guardare
A pochi giorni dalla presentazione delle liste e dopo il forfait di Del Mese, l'ex assessora potrebbe non scendere direttamente in campo alle prossime amministrative: ''Non mi candido per portare voti. Il mio impegno solo e sempre per il bene della città''
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Un pacchetto nutrito di voti certi e garantiti dalla fiducia che il potenziale o la potenziale candidata ha costruito nel tempo con i propri elettori non può e non deve essere oggetto di interesse solo a fini meramente elettoralistici.
Per quanto i numeri contino nella politica, quello che serve maggiormente per rafforzare e determinare la continuità del rapporto con gli elettori sono i contenuti, un progetto fatto di serietà e di concretezza che possa ragionevolmente riscontrare consenso.
La questione si fa ancora più rovente e eticamente dirompente se è una donna a detenere molti voti: la variabile di genere nelle tornate elettorali è un costante rompicapo nella formazione delle liste, imposto diremmo dalla legge sulle quote rosa.
Una normativa che doveva garantire l’equilibrio di genere in ambito lavorativo e non solo e che in politica spesso si è tramutata in un meccanismo perverso e beffardo che penalizza le donne.
A nostro avviso le quote rosa con il tempo non hanno migliorato la partecipazione attiva delle donne in politica, ma l’ha in molti casi, purtroppo, alterata e depotenziata ad una mera presenza, non garantendo un equilibrio di carattere contenutistico e in termini di competitività.
Dell’importanza dei progetti politici e dei percorsi comuni per il bene della città, costruiti nel tempo e attraverso il confronto produttivo, si è espressa Amina Ingaldi, che, dopo il ritiro della candidatura a sindaco di Antonio Del Mese con il quale si era alleata, condividendone il progetto e l’intenzione di un impegno serio per Benevento, si è detta in fase di riflessione che probabilmente la porterà a stare lontana dalla discesa diretta in campo per le prossime amministrative.
La sua è una scelta coerente con il suo modo di vedere e di fare politica, orientato ”come sempre all’interesse collettivo, a dare un contributo per i cittadini, a lavorare per il bene comune e a rinunciare quando questo è messo a rischio, come già ha fatto in occasione delle dimissioni dalla giunta mastelliana.”
Ingaldi, che con la sua presenza in qualche lista assicurerebbe un contributo numerico di circa cinquecento voti, sostiene che in questo momento e dopo gli ultimi fatti agostani ci sia estrema confusione: ”Non vedo un percorso comune, prendere posizioni è difficile anche perché siamo in forte ritardo e il rischio di essere strumentalizzata ancora una volta è molto alto. Tutti chiedono il mio impegno e il mio contributo, ma io cerco un discorso di continuità. Ho sempre profuso il mio impegno per il bene collettivo e della città. Non mi candido per portare voti e non ho velleità politiche.”
Esprime diffidenza Ingaldi su quanto sta avvenendo nelle ultime settimane in vista delle amministrative e si augura che dietro alla confusione attuale ci siano anche dei progetti. ”Il mio spirito politico mi porta a pensare che non si tratti solo di velleità politiche, ma non è la politica che mi appartiene.” La sua è una chiara dichiarazione di fiducia e di fedeltà agli elettori.
Non commenta la scelta di Del Mese di ritirare la candidatura, motivata da ragioni personali né si esprime sull’indiscrezione dell’incontro con Mastella di cui – dice – ”non sono a conoscenza.”