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Comune di Benevento

Coletta (Civica): “No ad intitolazione via a soldato Ucci”. Proposta per Gino Strada

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“Mentre impazza, in vista delle elezioni di ottobre, la tanto accesa quanto avvilente dialettica battibeccante tra politici di antico e nuovo conio, si apprende dall’Albo Pretorio comunale che la Giunta, con delibera 161 del 5 agosto, ha intitolato una via al Sig. Pasquale Ucci”. Lo scrive Luca Coletta, avvocato ed esponente di Civica Laboratorio Politico.

“Il tutto – aggiunge – su proposta dell’assessore all’Urbanistica, Generale Romano, e previa istanza all’uopo presentata dal presidente di un comitato cittadino. Non conoscendo – lo confessiamo! – il sig. Ucci e desiderosi di sapere per quale motivo fosse stato insignito di tale onore, abbiamo scaricato la delibera, in cui si legge: ‘Pasquale Ucci nato a Benevento il 6 maggio 1916 (deceduto il 05 novembre 1975) partecipò alle più importanti operazioni belliche tra gli anni 1938 e 1945. Partì volontario alla Guerra di Spagna e fu insignito di “La Crus Roja” del merito militare (Croce Rossa al merito militare) in Burgos 20 marzo 1939 da parte dello Stato Spagnolo; di “Medaglia d’Oro” per le campagne di Spagna, Madrid 5 dicembre 1939, da parte dell’esercito spagnolo; “Croce di Guerra” al valor militare dall’esercito italiano in data 25 novembre 1940 e di “Medaglia di Benemerenza” da parte dell’esercito italiano, Roma 3 maggio 1942. Partecipò alle guerre di Cefalonia, Albania e alla campagna di Libia’. In sostanza, per quello che è dato capire e salvo argomentata smentita, il sig. Ucci partecipò, giovanissimo ardito, alle velleità di conquista tragicamente finite dell’Italietta pseudoimperialista, ma, ancor prima e quale volontario, alla Guerra civile spagnola, a supporto delle truppe del fronte nazionalista guidato dalla giunta militare golpista del generalissimo Francisco Franco, cui si contrappose, inutilmente, la coalizione delle forze democratiche che avevano vinto le elezioni.

Compagni di viaggio dei nazionalisti spagnoli, oltre all’Italia fascista, i regimi totalitari della Germania hitleriana e del Portogallo salazariano – attacca Coletta -. Le onorificenze militari, delle quali si parla nella delibera in questione, furono dunque conferite al termine della Guerra civile spagnola – conclusasi con la vittoria dei nazionalisti -, cui fece seguito l’instaurazione della dittatura franchista, durata, col relativo corredo di orrori e ingiustizie, sino al 1975.  

Insomma la giunta municipale ha omaggiato quale “benemeritato alla nazione” – come prevede la legge – un fulgido testimone di valori diametralmente opposti a quelli che innervano la Costituzione democratica e postfascista su cui si fonda la Repubblica Italiana – conclude Coletta -. La stessa Repubblica di cui Benevento pare faccia ancora parte. In pratica, Ucci più fortunato di Matteotti cui fu intitolata una splendida piazza cittadina poi rinominata- invero solo formalmente- Santa Sofia. Non si comprende se la sciagurata decisione sia frutto di sciatteria, di ignoranza o, peggio, di assoluta consapevolezza. In tutti i casi va rimossa, urgentemente. Di recente è venuto a mancare Gino Strada, personalità cui tutti, senza distinzione politica o culturale, riconoscono grandi, oggettivi meriti. Ha detto di lui Massimo Cacciari: ‘La sua è stata una missione universale, alta. Era un medico nel senso più profondo e nobile del termine, ippocratiano. Colui che cura il prossimo chiunque esso sia e comunque si presenti. Che lo fa in modo disinteressato. Diceva che tutti hanno diritto a essere curati e ad avere ospedali di alto livello. Un pezzo della nostra civiltà migliore. Una perdita grave non solo per noi che gli eravamo amici ma per la nostra civiltà’. Ecco la nostra Città faccia un gesto d’intelligenza e civiltà: intitoli una via, strada, piazza, viale importante a un uomo integro, patrimonio di tutti, tenace combattente per la pace e indefesso testimone sul campo – e non a chiacchiere – dei valori cristiani”.

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