Quasi trecento persone in piazza non si vedevano da anni alla presentazione della campagna di Angelo Moretti, candidato sindaco a Benevento: erano i rappresentanti della Coalizione ArCo – Civico22, EuropaVerde-Verdi, Rifondazione Comunista, PER, le persone e le comunità, Un’Altra Benevento è possibile – ma anche tutti i candidati, gli attivisti e i simpatizzanti.
Si chiama ORA SÌ, un concept studiato
con Kapusons e AlQuadrato, leader nella comunicazione politica in Italia.
“Non è mai tardi per nuove scoperte”,
dice il monologo di Ulysses di Alfred Tennyson che l’attore Tonino Intorcia lancia
nel buio dell’apertura, preparando il climax che si respira nella serata.
L’entusiasmo contagioso dei candidati e delle candidate che parlano dal palco – si legge nella nota – rendono la passione con la quale stanno presentando la proposta politica di Angelo Moretti e di ArCo. E’ su questo virus positivo di partecipazione che Angelo Moretti prende la parola e pronuncia il discorso di lancio di campagna di una candidatura a Sindaco di Benevento nata dalla proposta unanime di ArCo e in piena discontinuità rispetto al metodo politico passato.
«Dobbiamo andare verso la vittoria –
esordisce Moretti – stiamo camminando verso un obiettivo chiaro: far vincere la
città. Siamo l’energia viva e non rassegnata di questa città: è per questo che
siamo in competizione, perché non possiamo pensare che qualcuno venga a
liberarci».
Il fil rouge della sua visione di città
verde, accogliente e intelligente lo snoda con la metafora filosofica degli
elementi: Benevento potrebbe essere misurata in quattro elementi: acqua, aria,
terra e fuoco.
Per Moretti «Benevento non ha una
condizione vitale, sull’acqua: ha due fiumi e quasi ce ne vergogniamo perché
sono avvelenati, trascurati, puzzano; abbiamo un’acqua potabile che però non ha
la stessa qualità per tutti i cittadini».
Ma anche la terra è violata e
dimenticata: «Per il 90% Benevento è contrade, è terra, ma crediamo erroneamente
che questa parte di città sia solo “periferia”. Siamo terra, ma la nostra terra
è abbandonata e consumata, come la Spina Verde o il Parco di Cellarulo»,
l’analisi del candidato Sindaco di ArCo è secca.